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·30 de agosto de 2025
🤬 Sarri: “Serve energia, non la tattica! A Como statistiche da Serie C”

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·30 de agosto de 2025
L’allenatore della Lazio Maurizio Sarri ha presentato in conferenza stampa il match in programma domani contro l’Hellas Verona, come riportato da TMW.
Come ha lavorato la squadra in questa settimana e quanta voglia di riscatto c’è? “Abbiamo lavorato normalmente, riposando il martedì e facendo doppia seduta mercoledì. Da giovedì abbiamo preparato la partita, una programmazione normale così come si è fatto un lavoro normale nella settimana. I filmati del lunedì sono stati solo sulla fase difensiva, da giovedì abbiamo pensato a questa partita. Ci vuole un riscatto forte, vogliamo dare una soddisfazione ai tifosi perché non vinciamo in casa da sei mesi”.
Che emozioni vivrà nel tornare all’Olimpico? Dobbiamo aspettare dei cambiamenti? “Se penalizziamo qualcuno per l’ultima prestazione penso che non ce la faremo a cambiare tutti, la prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo. C’è da condannare l’atteggiamento collettivo, a livello individuale non vedo nessuno più colpevole di altri. Mi farà piacere tornare all’Olimpico, ma dobbiamo sentire la voglia di tornare a dare una soddisfazione ai tifosi”.
Questa squadra ha le caratteristiche per provare a palleggiare come piace a lei? “La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo del modo di giocare non mi riferisco al modulo, ma come sviluppavamo il gioco. A Como l’unica sensazione era che si potesse far male andando in profondità, ne abbiamo parlato all’intervallo e qualcosa si è visto nella ripresa. Abbiamo avuto statistiche da Serie C a Como, tra efficienza e percentuale di passaggi riusciti, nel paradosso questo mi dà fiducia perché non possiamo avere questi numeri. Il Como forse è superiore a noi tecnicamente, ma a livello di atteggiamento abbiamo sbagliato. Siamo rimasti a metà strada e sono emerse le loro qualità, si poteva giocare con qualsiasi modulo ma il risultato non sarebbe cambiato”.
C’è un blocco psicologico nella squadra? “Non è un blocco psicologico, si tratta di passare a un gioco dove si deve pensare, deve diventare automatico e ritroveremo i tempi di gioco. Io propongo un calcio semplice, ma come diceva Crujiff è il calcio più difficile da giocare. Spero sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come una squadra vada a lottare per un risultato in amichevole mentre poi risulta apatica in campionato”.
A che punto siamo sul libro Dele-Bashiru? “Siamo ancora alla prefazione, neanche alle prime pagine. Fisicamente ha qualità enormi, può esprimere accelerazioni a 35-36 all’ora e ne ho visti pochi così. È da affinare tecnicamente e tatticamente, ma ha delle qualità forti”.
Il fatto che questa rosa non sia adatta a lei può diventare un alibi per la squadra? “Qual è la caratteristica di questa squadra? Ho letto un mare di polemiche perché si giocava 4-2-3-1 e si doveva giocare 4-3-3, adesso si dice esattamente il contrario. Io ho delle caratteristiche ben definite e mi conoscono da 15 anni in tutta Europa, se questa squadra non è adatta a me ha sbagliato chi mi ha chiamato. È difficile che io possa cambiare”.
Quante squadre sono più forti di questa Lazio? “Non l’ho capito perché non ho idea di quello che può esprimere questa Lazio. Partiamo da un settimo posto ed è difficile pensare che il Milan possa arrivare dietro, il Bologna ha fatto bene in un torneo ma male in campionato, il Como lotterà per l’Europa e sarà dura. Nessuno ha idea di cosa possa esprimere questa squadra”.
C’è qualche principio della Lazio di Baroni che può essere riproposto in questa squadra? “Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio lo scorso anno ha fatto bene finché ha espresso enorme energia e questo va oltre l’aspetto tattico, vediamo se riusciamo a innescare alti livelli di energia, si erano visti segnali nell’amichevole e sono spariti a Como”.
La Lazio deve trovare più gol dagli esterni? Manca qualità nel palleggio a centrocampo? “Le partite si possono vincere anche per continuità, non solo per qualità. Con squadre che si chiudono è difficile trovare spazi se manca qualità, bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a tenere le squadre in una situazione critica per periodi lunghi della partita. Se poi ti sbilanci sempre di più rischi di finire sotto, vediamo come si può ovviare a questo problema. L’anno scorso ci sono state delle contingenze positive difficilmente ripetibile, le 13 superiorità numerica e i 14 gol da un ragazzo di 38 anni non penso sia ripetibile, lo spero (Pedro, ndr). Sarà sempre più difficile rimanere a questo livello, anche se non ci sono segnali negativi in questo periodo. L’esperienza ci farà venire qualche idea”.