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·30 de agosto de 2025

Lazio-Hellas Verona: le dichiarazioni di Sarri in conferenza stampa

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Il mister Maurizio Sarri  ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa in vista del primo incontro casalingo della Lazio della stagione 2025/2026, infatti, domani 31 agosto alle ore 20:45 la rosa biancoceleste scenderà in campo allo stadio Olimpico per affrontare l'Hellas Verona, match nel quale le aquile dovranno lottare per tentare di conquistare i loro primi 3 punti e fare dimenticare la dolorosa sconfitta a Como.

Sul lavoro della squadra e sulla voglia di riscatto

Abbiamo lavorato normalmente, riposando il martedì e facendo doppia seduta mercoledì. Da giovedì abbiamo preparato la partita, una programmazione normale così come si è fatto un lavoro normale nella settimana. I filmati del lunedì sono stati solo sulla fase difensiva, da giovedì abbiamo pensato a questa partita. Ci vuole un riscatto forte, vogliamo dare una soddisfazione ai tifosi perché non vinciamo in casa da sei mesi.

Sulle emozioni nel tornare all'Olimpico

Se penalizziamo qualcuno per l'ultima prestazione penso che non ce la faremo a cambiare tutti, la prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo. C'è da condannare l'atteggiamento collettivo, a livello individuale non vedo nessuno più colpevole di altri. Mi farà piacere tornare all'Olimpico, ma dobbiamo sentire la voglia di tornare a dare una soddisfazione ai tifosi.

Se la rosa ha le caratteristiche per palleggiare

La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo del modo di giocare non mi riferisco al modulo, ma come sviluppavamo il gioco. A Como l'unica sensazione era che si potesse far male andando in profondità, ne abbiamo parlato all'intervallo e qualcosa si è visto nella ripresa. Abbiamo avuto statistiche da Serie C a Como, tra efficienza e percentuale di passaggi riusciti, nel paradosso questo mi dà fiducia perché non possiamo avere questi numeri. Il Como forse è superiore a noi tecnicamente, ma a livello di atteggiamento abbiamo sbagliato. Siamo rimasti a metà strada e sono emerse le loro qualità, si poteva giocare con qualsiasi modulo ma il risultato non sarebbe cambiato.

Se c'è un blocco psicologico nella squadra

Non è un blocco psicologico, si tratta di passare a un gioco dove si deve pensare, deve diventare automatico e ritroveremo i tempi di gioco. Io propongo un calcio semplice, ma come diceva Crujiff è il calcio più difficile da giocare. Spero sia una fase di transizione, l'aspetto misterioso è come una squadra vada a lottare per un risultato in amichevole mentre poi risulta apatica in campionato.

Su Dele-Bashiru

Siamo ancora alla prefazione, neanche alle prime pagine. Fisicamente ha qualità enormi, può esprimere accelerazioni a 35-36 all'ora e ne ho visti pochi così. È da affinare tecnicamente e tatticamente, ma ha delle qualità forti.

Sul fatto che la rosa non sia adatta al suo gioco

Qual è la caratteristica di questa squadra? Ho letto un mare di polemiche perché si giocava 4-2-3-1 e si doveva giocare 4-3-3, adesso si dice esattamente il contrario. Io ho delle caratteristiche ben definite e mi conoscono da 15 anni in tutta Europa, se questa squadra non è adatta a me ha sbagliato chi mi ha chiamato. È difficile che io possa cambiare.

Su quali squadre sono più forti della Lazio

Non l'ho capito perché non ho idea di quello che può esprimere questa Lazio. Partiamo da un settimo posto ed è difficile pensare che il Milan possa arrivare dietro, il Bologna ha fatto bene in un torneo ma male in campionato, il Como lotterà per l'Europa e sarà dura. Nessuno ha idea di cosa possa esprimere questa squadra.

Se c'è qualche principio del gioco di Baroni che può essere riproposto

Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio lo scorso anno ha fatto bene finché ha espresso enorme energia e questo va oltre l'aspetto tattico, vediamo se riusciamo a innescare alti livelli di energia, si erano visti segnali nell'amichevole e sono spariti a Como.

Sulla qualità nel palleggio a centrocampo

Le partite si possono vincere anche per continuità, non solo per qualità. Con squadre che si chiudono è difficile trovare spazi se manca qualità, bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a tenere le squadre in una situazione critica per periodi lunghi della partita. Se poi ti sbilanci sempre di più rischi di finire sotto, vediamo come si può ovviare a questo problema. L'anno scorso ci sono state delle contingenze positive difficilmente ripetibile, le 13 superiorità numerica e i 14 gol da un ragazzo di 38 anni non penso sia ripetibile, lo spero (Pedro, ndr). Sarà sempre più difficile rimanere a questo livello, anche se non ci sono segnali negativi in questo periodo. L'esperienza ci farà venire qualche idea.

Sul Capitano Mattia Zaccagni e su Pedro

Zaccagni sa cosa penso di lui, deve fare doppia cifra tutti gli anni per qualità fisica e tecnica, se non lo fa sta sbagliando qualcosa. Sta attaccando poco l'area e deve migliorare in questo, c'è bisogno che glielo ripeta poco perché gliel'ho ripetuta tante volte. Pedro ha sempre la possibilità di partire, tenendo sempre presente che averlo in panchina è un'arma, vediamo oggi la situazione com'è e decidiamo. Un'arma in panchina fa sempre estremamente comodo, parliamo di un giocatore che per caratteristiche può inventare qualcosa in qualsiasi momento, non so se altri giocatori in rosa sono capaci della stessa cosa.

Sulle condizioni di Vecino, Isaksen e Patric

Sono sotto l'osservazione dell'area medica, credo che il più vicino sia Vecino ma sono tre giocatori che si stanno allenando a parte.

Su Nuno Tavares

Tavares quando si parla di terzino bisogna avere bene in mente la definizione, dicesi terzino un difensore esterno. Tavares si sta adattando a fare il difensore eterno, ha dei lavori in campo che molto probabilmente ritiene importanti e li fa con grande accelerazione, altre cose sono meno importanti e non accelera allo stesso modo, se accelerasse allo stesso modo in entrambe le fasi diventerebbe un difensore di altissimo livello.

Sulle basi di cui ha parlato

Tornare in Europa subito è un obiettivo che non mi ha mai dato la società, questo è l'anno di grande difficoltà all'interno di un progetto triennale dove dobbiamo tornare in Europa. Vogliamo costruire 7-8 giocatori per raggiungere questo obiettivo, se riusciamo a ottenerlo significa che serviranno solo tre giocatori sul mercato, se invece non dovessimo riuscirci diventerà più complicato.

Il bilancio dei primi 50 giorni

Una settimana fa ti avrei detto di trovarmi indietro, dopo la prima contro il Como ti dico che pensavo di trovarmi più avanti. La sensazione era di una squadra vogliosa di soffrire durante il ritiro, domenica ho visto un'altra cosa. Spero sia una fase transitoria, ma in questo momento la situazione è questa. La squadra durante il ritiro ha lavorato bene, ero contento delle amichevoli giocate, ma sono uscito dalla prima di campionato facendo fatica a credere a quello che ho visto.

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