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·29 de agosto de 2025
Cuadrado: «Pisa, gioco con allegria. La Juve? Un addio che mi ha ferito. E su Buffon Jr… Il mio sogno riguarda la Colombia e il Mondiale»

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·29 de agosto de 2025
Un’arte che non invecchia, un dribbling che continua a mandare al bar intere generazioni di difensori. A 37 anni, Juan Cuadrado non ha perso la voglia di divertirsi e di far divertire. Dopo una carriera spesa ai vertici, tra gli scudetti con la Juventus e le notti di Champions, ha scelto di rimettersi in gioco con una nuova, ambiziosa sfida: portare la sua esperienza e la sua classe al servizio del Pisa di Alberto Gilardino.
L’energia e il guizzo sono ancora quelli dei giorni migliori, così come la passione per un gioco che ha sempre vissuto con l’istinto del bambino e la professionalità del campione. A La Gazzetta dello Sport, il “Panita” si racconta a 360 gradi: dalla nuova avventura in Toscana al sogno Mondiale con la Colombia, passando per i ricordi, dolci e amari, di una carriera straordinaria che lo ha visto protagonista in sei club italiani, lasciando un segno indelebile in ogni piazza.
COSA PUÒ DARE AL PISA – «Tanto, a prescindere dal minutaggio: cross, dribbling, assist. Sento molta forza. E nello spogliatoio posso aiutare i giovani che non conoscono la A. Questo è un gruppo straordinario, vanno tutti compatti nella stessa direzione».
COME L’HA CONVINTA GILARDINO – «Presentandomi il progetto e dicendo che aveva bisogno di me dentro e fuori dal campo. Ci ho messo pochissimo ad accettare la proposta».
LE PRIME COSE CHE HA DETTO NELLO SPOGLIATOIO – «Di giocare con allegria. Abbiamo l’occasione unica di poter fare come quando eravamo bambini e sognavamo di scendere in campo negli stadi più belli e contro gli avversari più forti. Ecco, la situazione è la stessa. A Bergamo ho visto proprio questa cosa: la voglia di dare il massimo contro una formazione molto forte, di goderci il momento con la determinazione di fare risultato. Con la Roma sarà ancora più difficile, ma il nostro pubblico ci spingerà».
LA CONDIZIONE FISICA – «Quando sono arrivato, la squadra stava finendo la preparazione. Sono al 70%, ma sono pronto a giocare quanto serve: 45 minuti, 60, finché non finisce la benzina».
GIOCA INSIEME AL FIGLIO DI BUFFON – «Incredibile eh… Come passano gli anni. Louis mi ha fatto vedere una foto scattata quando giocavo a Torino con Gigi e lui era piccolissimo. Io lo vedo più come attaccante perché sa tenere palla, fare la battaglia con i difensori. Mi piace molto, ha grandi margini di miglioramento: diventare un grandissimo giocatore dipende soprattutto da lui».
LA SERIE A È UN CAMPIONATO PER VECCHI – «Più che altro, è un campionato che crede all’utilità dei giocatori esperti e alle tante cose che possono dare alle squadre. L’Italia è la mia seconda casa, nel 2011 portai qui anche mamma e mia sorella. Ci piace tutto. In Colombia torniamo in estate».
LE 6 SQUADRE PRIMA DEL PISA – «A Udine faceva freddo, ma era un bel posto per cominciare. Di Lecce ricordo la gioia del primo gol in Serie A. Un calore simile lo trovai a Firenze: con la maglia viola esplosi definitivamente. La Juve è la squadra del cuore: a Torino ho vinto tantissimo, lì sono nati i miei figli. Alcuni tifosi mi hanno fischiato per il passaggio all’Inter, ma io volevo e potevo restare. All’improvviso la società annunciò sui social che non mi avrebbero rinnovato il contratto. Ci restai male: avrebbero potuto chiamarmi e dirmelo. Ma la gente ha capito e mi vuole bene. Andai all’Inter per restare ad alti livelli, ma ho giocato poco per un infortunio. E infine l’Atalanta: mi sono trovato molto bene con società, allenatore e tifosi. Adesso voglio regalare sorrisi e gioie al popolo di Pisa».