UEFA: ecco cosa dice l’art.5 del regolamento sulle multiproprietà | OneFootball

UEFA: ecco cosa dice l’art.5 del regolamento sulle multiproprietà

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La notizia di un nuovo interessamento del Fondo sovrano Saudita PIF nei confronti dell’Inter, tiene banco su tutte le piattaforme d’informazione. Da tenere in considerazione, però, il regolamento UEFA, in caso di acquisizione del club nerazzurro da parte proprio del Public Investment Fund.

Ovvio è che un investitore o proprietario possa avere più di un club in gestione, vedi Pozzo Mansour, ma le stesse non possono partecipare alle competizioni UEFA per club. Entriamo nel dettaglio.

Un’eventuale acquisizioneacquisizione dell’Inter ad opera di PIF, non sarebbe comunque consentita dal Regolamento UEFA. Una situazione analoga a quella Lazio e Salernitana con Lotitopresidente di entrambe per intenderci e renderla più breve. Infatti, l’articolo 5 del “Regulations of the UEFA Champions League” va a menzionare questa eventualità: “nessun club che partecipa ad una competizione UEFA per club, può direttamente o indirettamente detenere o negoziare titoli o azioni di qualsiasi altro club che vi partecipi. Un membro di una Società che partecipa alle competizioni UEFA per club, non può essere allo stesso tempo coinvolto a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione o prestazione di qualsiasi altro club”.

Insomma, se per assurdo il Newcastle, di proprietà del fondo PIF, dovesse scalare le gerarchie della Premier League ed accede alla Champions League, non potrebbe partecipare alle competizioni UEFA per club nel caso in cui dovesse acquisire anche l’Inter. Genererebbe un conflitto di interessi. Si legge inoltre che “nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenze su più di una Società calcistica che partecipa alle competizioni UEFA per club”.

Differente, invece, il caso Lipsia-Red Bull Salisburgo. Secondo la Camera Investigativa dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club, la relazione tra Red Bull e il Salisburgo, in seguito alle modifiche, è diventata una relazione di sponsorizzazione standard, stabilendo così che non è stato violato l’articolo 5 (riguardante l’integrità della competizioni) e ammettendo entrambi i club alla stessa competizione.

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