Inter Milan
·4 aprile 2025
L’Ambasciatore d’Italia in Venezuela visita Inter Campus

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·4 aprile 2025
CARACAS - Il campetto di San Isidro è un crocevia di traiettorie, fatte di passaggi, sguardi, abbracci, speranze. È qui che si discute di tutto quel che c’è da sapere nel quartiere, sotto gli occhi attenti delle signore Rosa e Petra, e sotto ai tacchetti di tanti giocatori che quotidianamente occupano lo spazio. Generazioni di bambini e bambine si accudiscono tra loro, tenendosi per mano verso il futuro, allenatori nuovi e antichi sembrano passarsi il testimone, sogni, spesso infranti, prendono forma attraverso un pallone. Il manto sintetico si solleva qua e là, tra buche e strappi, quasi a lasciar fuoriuscire le storie e le ambizioni di ciascuno, quelle ascoltate e quelle calpestate, da un destino severo.
Mentre alcune famiglie lasciano il paese, altre arrivano: direzioni opposte che faticano a trovare un senso, ma unite dalla ricerca di un domani migliore. Nella cultura latina dominante, si nascondono cileni, colombiani, venezuelani naturalmente, e qualche italiano che nel corso degli anni è diventato di casa. Non solo la delegazione nerazzurra di Inter Campus, che ormai permea il tessuto sociale del quartiere, ma anche i rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia, che con pazienza e riserbo sono entrati a far parte della comunità, visita dopo visita. Una diplomazia fatta di umanità, che parte dei bisogni reali per conoscere le persone e offrire loro supporto, in un paese meta di tanti connazionali emigrati nel secondo dopoguerra che oggi vive una crisi profonda.
Nella traiettoria dei nostri bimbi allora, oggi è capitato un Ambasciatore, capo missione con i piedi per terra che ha varcato la soglia fatidica del campo in modo discreto, anche lui forse sospeso in quell’atmosfera magica che solo San Isidro è in grado di offrire. Giovanni Umberto De Vito ha parlato ai genitori, ai ragazzi e alle ragazze, sottolineando il valore del lavoro di squadra, dentro e fuori dal terreno di gioco, così come l’attenzione dell’Italia verso i progetti di cooperazione nel mondo. La mattinata è trascorsa rapida e presto sono arrivati i momenti dei saluti. Prima di andare via, qualche foto per ricordo e una domanda che tutti si sono posti: chissà se anche lui ha nascosto un desiderio sotto al campetto. Non si può dire, se no non si avvera.