La Juve perde punti. Pirlo: “Stanchi, senza cambi e con pochi giocatori d’esperienza”

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L’abbiamo buttata. Di nuovo. Il pareggio con l’Hellas complica ulteriormente il cammino della Juventus verso il decimo scudetto consecutivo: ci vuole un miracolo. Andrea Pirlo, cosa non ha funzionato?

“Dispiace perché sapevamo sarebbe stata una partita difficile, sporca. L’abbiamo interpretata bene. Siamo riusciti a passare in vantaggio, non a tenere il risultato. Sul goal dovevamo accorciare prima: sono piccolezze che i giovani non capiscono, ma fanno la differenza” – Un buonissimo primo tempo e altri punti buttati sul finale. Iniziano ad essere veramente troppi e non credo sia questione di inesperienza. Stasera c’è molta amarezza.

“Quando sei in vantaggio, queste partite devi portarle a casa. Mancavano giocatori di esperienza, pochi si facevano sentire. Ho chiesto a CR7 e Alex Sandro di farsi sentire, ma erano troppo pochi” – Dai, Sandro leader si è fatto mangiare in testa da Barak. Siamo seri, dopo il 60esimo siamo crollati. Di nuovo. A questo punto della stagione, con questi punti da recuperare, non te lo puoi permettere. Piuttosto giochi male, schiacciati e di contropiede, ma devi vincere.

“Ho pensato a cambiare il sistema, ma non avevo giocatori di ruolo. Quando abbiamo perso aggressività con Chiesa e Demiral, sono arrivati i pericoli. Dopo il 60esimo eravamo stanchi, ma non avevo cambi. L’avevo messo in preventivo” – Sicuramente la fortuna non è dalla nostra questa stagione, però sono anni che arriviamo a marzo con l’infermeria piena. E abbiamo sempre vinto. Se uno non ce la fa più, metti dentro un U23.

“Volevamo giocare con un 3421, Kulusevski e Ramsey dietro CR7. Loro e gli esterni dovevano pressare alto in costruzione. Nel secondo tempo siamo calati d’intensità e abbassati di più, subendo occasioni sugli esterni” – Ramsey partita inguardabile, Kulusevski molto bene. Se giochi ogni 3 giorni da mesi, la squadra non regge pressing alto per 90 minuti. Se lo sai, ti inventi una valida soluzione: dopo settimane, ancora non l’abbiamo trovata. È grave.

“Sapevamo che l’intensità del Verona ci avrebbe portato a sprecare tante energie, soprattutto con un campo non in perfette condizioni. Stiamo giocando tante partite ravvicinate con pochi giocatori. Normale arrivi la stanchezza e si perda lucidità” – Adesso è anche colpa del campo… praticamente siamo vittime di una congiura divina.

“Giocare contro il Verona è sempre difficile, portano grande pressione 1vs1 a tutto campo. Devi essere al massimo della condizione, veloce a pensare dove muovere la palla. Abbiamo fatto una gara secondo previsioni, una partita molto sporca, ma non siamo riusciti a gestire il risultato” – Il Verona è un cliente molto scomodo, niente da obiettare. Insieme all’Atalanta è la squadra più ostica da affrontare in Italia in questo momento.

“Il nostro modo di giocare è questo. La costruzione dal basso può portare tanti vantaggi, anche perché non abbiamo punte che riescano a tenere la palla. Oggi non era facile per la pressione e le condizioni del campo” – Questa diatriba sulla costruzione dal basso è di una sterilità infinta. La verità è che il sistema di gioco avversario influenza l’efficacia delle proprie tattiche. Pirlo manca in sano pragmatismo, nella capacità di adattare credo calcistico e impostazione tattica ad avversari e fattori contingenti. Non si può negare, però, che non ci siano in rosa giocatori adatti a tattiche “vecchio stile”.

“Dall’inizio della stagione giochiamo ogni 3 giorni. Siamo abituati. Guardiamo partita dopo partita, vedremo dove saremo più in là nel campionato” – Detto e ridetto. Pirlo ripete questo mantra da settimane, ma guardare partita dopo partita non sta risolvendo problemi: continuiamo a perdere terreno.

“Avere giocatori come Morata e Dybala farebbe molto comodo. Siamo in emergenza e facciamo con quello che abbiamo” – Siamo già in quel periodo dell’anno: la CR7 dipendenza è tornata alla ribalta! Quando ha giocatori forti, sei sempre dipendente dalle loro prestazioni. Quando hai giocatori forti, devi sfruttarne le caratteristiche nel migliore dei modi. I giocatori forti non sono mai il problema; i problemi, generalmente, te li risolvono.