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·9 aprile 2023

Buon compleanno a… Giovanni Lo Celso

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Gli auguri di compleanno di oggi a Giovanni Lo Celso, trequartista della nazionale argentina e del Villarreal

Oggi Giovanni Lo Celso compie 27 anni. Probabilmente quando ha festeggiato i 26 era più entusiasta perché come tutti i giocatori che nutrivano l’ambizione di andare al Mondiale sentiva che il tempo del fatidico appuntamento si stava avvicinando. E lui, nell’Argentina che nutriva il sogno e non faceva nulla per nasconderlo, ne faceva parte. E non da poco tempo, per la verità. Aveva fatto il suo esordio nel 2017. Aveva accumulato presenze. E quando ancora la nazionale non era diventata la Scaloneta, – ovvero quella macchina capace di andare a un’andatura diversa, più forte delle altre, dal nome del suo Commissario Tecnico – lui era diventato un centrocampista importante. Non sempre titolare e non sempre convincente, come si può capire per un giocatore così versatile che rischia poi di sapere fare tante cose senza riuscire a specializzarsi in una per risultare fondamentale.

Resta il fatto che nella finale di Coppa America, il trionfo in casa del Brasile con gol di Di Maria, il giocatore dalle chiare origini italiane la maglia da titolare l’aveva indossata. A lavorare con Paredes e De Paul in un’impresa che li avevi visti funzionare. E che, conseguentemente, faceva venire l’acquolina in bocca pensando al Qatar dell’anno dopo. Lo si è precipito chiaramente proprio nei test precedenti la spedizione fatti durante il 2022. A partire dal trionfale 3-0 sull’Italia in quella che per noi sarebbe stato meglio non fosse stata chiamata la Finalissima, così da evitarci un’umiliazione così grande. E poi, nelle amichevoli di messa a punto: contro Honduras è stato lui a procurare un calcio di rigore trasformato da Messi. In Argentina-Giamaica, invece, ha tentato in ogni modo di iscrivere il proprio nome nrel tabellino dei marcatori, quasi fosse questo il modo per accreditare una titolarità per il Mondiale.Ma il Mondiale non c’è stato: Lo Celso è stato costretto a dare forfait per un’operazione che lo ha costretto alla resa. Non deve essere stato facile vedere i compagni festeggiare il titolo, che mancava da un tempo nel quale non era ancora nato. Di sicuro, però, è stato comunque bellissimo partecipare due settimane fa alla festa in patria della nazionale e farlo in campo, a riassaporare il piacere di giocare insieme ai campioni del mondo. Il capitano dei quali, con il numero 10, lui è andato a pescarlo con un lancio preciso affinché nell’ubriacante goleada con il Curaçao andasse a realizzare in tutta comodità il quinto dei sette gol messi a segno.Fin qui, la storia in Albiceleste. Quella nei club lo vede viaggiare molto, con addosso un biglietto di andata e ritorno perché sembra quasi connaturato il suo essere (quasi) sempre un giocatore in prestito. Anche se poi, com’è successo col Villarreal, ci va, torna indietro e ritorna tutto felice. Anche perché, a dispetto di chi lo pensava in procinto di trasferirsi in Italia, Lazio o Fiorentina, il club gli piace: «La mia idea era chiara ed era quella di tornare qui perché è un club che mi piace per la sua filosofia, per gli obiettivi che si pone e per come mi hanno accolto». E poi, aggiungiamo, le italiane meglio affrontarle in Champions League, visto come il Submarino amarillo aveva brutalizzato la Juventus negli ottavi di finale.


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Prima di arrivare al Villarreal, Lo Celso è cresciuto nel Rosario Central, dove ha coltivato il culto di Angel Di Maria. Che si è ritrovato come compagno di squadra nel suo primo club europeo, il Psg, che ha creduto in lui spendendo 10 milioni. Da lì è finito al Betis e poi al Tottenham, dove ha rischiato di trovare un altro connazionale, Paulo Dybala, a quanto si diceva nell’estate del 2019.

Infine, il Villarrreal. Ogni volta prestiti, diritti di riscatto, acquisizioni definitive solo dopo un po’ di tempo. Oggi gioca in Spagna, ma potrebbe essere transitorio. Anche se «Dicono che torniamo sempre nei luoghi in cui eravamo felici»: lo ha scritto lui quando ha fatto ritorno nel club attuale ed è difficile dargli torto.

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