Inter News 24
·30 de agosto de 2025
Zoff avverte: «L’Italia deve andare al Mondiale. Donnarumma? Decisione strana»

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·30 de agosto de 2025
In un’ampia intervista rilasciata a La Stampa, Dino Zoff (storico portiere e campione del mondo nel 1982) ha analizzato il momento del calcio italiano e della Nazionale di Gennaro Gattuso, soffermandosi anche sul futuro di Gianluigi Donnarumma, oggi in difficoltà al Paris Saint-Germain, accostato anche all’Inter.
Zoff ha ribadito con forza l’importanza di tornare subito tra le grandi del calcio mondiale: «La Nazionale deve andare al Mondiale: sarebbe davvero una tragedia sportiva mancarlo ancora. Una qualificazione, invece, farebbe riprendere quota a tutto il movimento e magari anche a invertire questa tendenza».
Sul problema della mancanza di italiani in campo, l’ex ct ha spiegato: «Non c’è grande fiducia nei giovani, però per me il campo dice sempre la verità: in Serie A giocano i più bravi e quindi è un problema con il talento».
Zoff ha messo in luce la difficoltà del sistema italiano nel valorizzare i giocatori emergenti: «Si parla tanto di allenatori e poco di giocatori… Poi il talento non è mai in abbondanza, ma va trovato, protetto e guidato nel modo giusto».
Secondo l’ex portiere, una strada percorribile è quella dei vivai: «Puntare sui vivai italiani può essere una soluzione. Chiudere le frontiere, invece, non si può più: il calcio è internazionale e così i club pescano i giocatori in giro per il mondo, già pronti e meno cari».
Parlando di Gattuso, Zoff non ha dubbi: «Che lavori con le proprie idee, tirando fuori il meglio che ha. Poi le regole dello sport sono determinazione, voglia e mai piangersi addosso: lui le conosce bene e le incarna perfettamente».
Infine, un passaggio su Donnarumma, attualmente fuori rosa al PSG: «È davvero una cosa strana e mi spiace per lui. Però sono sicuro che ripartirà bene: ha vinto gli Europei con l’Italia e la Champions. È un grande portiere».
Sulla scelta di Luis Enrique di preferirgli un portiere più bravo con i piedi, Zoff è netto: «Il portiere deve conservare il suo compito fondamentale, che è quello di parare. Io sarò vecchio, ma penso sia un fallimento quando vedo che in una squadra tocca più palloni il portiere del centravanti».
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