🏆 Vialli e il discorso da brividi all'Italia prima della finale

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Saverio Grasselli

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Forse lo stupore deve passare del tutto, c’è chi magari ancora non ci crede, fatto sta che a cinque giorni dalla vittoria di Euro 2020 potersi gustare il dietro le quinte dell’Italia di Roberto Mancini, dagli scherzi in piscina agli allenamenti a Coverciano, è una gran bella soddisfazione, di quelle che ti fanno scendere lacrime di nostalgia.

La RAI, da ieri, ha reso disponibile la mini serie sul percorso degli Azzurri ad Euro 2020, riscuotendo un notevole successo tra gli appassionati, con uno share al 21,2% e più di 4 milioni di persone collegate su RAI 1.

Punto di forza in “La strada per Wembley” è sicuramente il ruolo di Gianluca Vialli, capo delegazione dell’Italia, protagonista lontano dai riflettori dalle partitelle in allenamento ai consigli ai giocatori, fino ad arrivare a quella relazione di fratellanza con Mancini.

È proprio la sua figura ad aprire la puntata, nel flash forward che proietta lo spettatore direttamente ai rigori della finale contro l’Inghilterra, prima di riavvolgere il nastro e snocciolare in ordine temporale la strada per Wembley, appunto.

In quel momento Vialli resta fermo a fissare la tribuna, senza mai girarsi verso la porta designata per i tiri dal dischetto: Jorginho sbaglia, arriva Mancini, due battute al volo, poi Gianluca afferra una bottiglietta d’acqua, la apre e forse più per nervosismo che per sete butta giù due sorsi.

Passa poco e Donnarumma para il rigore di Saka, Italia campione e l’abbraccio tra Mancini e Vialli è già parte della storia.

Euro 2020 è stata anche l’occasione per festeggiare il suo compleanno, quello in cui ha spento 57 candeline, a due giorni dalla finale, con tanto di “Happy birthday bro” dal CT.

C’è però un discorso che fa riflettere ed è quello che Vialli ha ripreso dal presidente americano Roosvelt, girandolo alla squadra Azzurra a poche ore dalla finale contro l’Inghilterra.


“Non è colui che critica a contare, né colui che indica quando gli altri inciampano o che commenta come una certa azione si sarebbe dovuta compiere meglio. L’onore spetta all’uomo nell’arena.

L’uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue. L’uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c’è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze.

L’uomo che dedica tutto se stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo e che si spende per una causa giusta.

L’uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato.

Quest’uomo non avrà mai un posto accanto a quelle anime mediocri che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta”.

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