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·28 novembre 2023

Scaloni alla Lazio, perché è la scelta giusta: è lui il post Sarri?

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Lionel Scaloni è uno dei nomi in lizza per sostituire Sarri alla Lazio, ma perché Claudio Lotito dovrebbe puntare su di lui?

Il primo segmento di stagione della Lazio non è andato come in molti speravano, il secondo posto dello scorso anno aveva in parte illuso l’ambiente attorno alla squadra, che si immaginava un altro campionato da protagonisti sotto la guida di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano però non è riuscito a cucire addosso ai propri giocatori le idee che tanto hanno segnato la sua carriera negli ultimi anni, complice la perdita dell’uomo simbolo della rosa, Milinkovic-Savic, di cui ad oggi ancora si sente la mancanza nel centrocampo del club di Claudio Lotito.


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L’ennesima sconfitta in campionato, maturata contro la Salernitana in rimonta allo stadio Arechi, ha contribuito a creare nella testa del presidente biancoceleste l’idea di uno scossone necessario, come ammesso da lui stesso, nel caso in cui la luce non dovesse tornare a Formello nelle prossime settimane, tra Serie A e Champions League. Da subito quindi si è cominciato a parlare di chi potrebbe essere il suo successore, pur tenendo bene a mente che la Lazio ha davanti a sé una seconda parte di stagione impegnativa e ancora con qualche possibilità di riuscita.

Tra Palladino, Italiano e Farioli, nomi che il presidente Lotito avrebbe già vagliato insieme al suo braccio destro Angelo Mariano Fabiani, spunta però la suggestione che più infiammerebbe la piazza in caso di addio di Maurizio Sarri. Si tratta di Lionel Scaloni, commissario tecnico dell’Argentina campione di tutto, tra Copa America e Mondiali in Qatar, che di recente ha ammesso di essere vicino alla fine della sua avventura sulla panchina albiceleste.

Scaloni è l’uomo giusto? La ricetta del successo

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Negli ultimi giorni il nome di Lionel Scaloni ha cominciato a scalare posizioni nella lista dei possibili allenatori che potrebbero subentrare a Maurizio Sarri nel prossimo periodo. Il periodo no che l’allenatore toscano sta vivendo con la Lazio è anche figlio di un’intesa mai realmente trovata con Lotito, tra mercato e scelte di campo che non hanno convinto entrambe le parti in causa. Già in estate le frizioni tra i due erano apparse ben visibili agli occhi dei più, ma alla fine si è scelto di continuare insieme per il bene comune del progetto biancoceleste, fino a questo momento.

E sì, perché se è vero che il contratto di Sarri scadrà nel 2025, si fa sempre più possibile l’ipotesi di una separazione anticipata con la Lazio, specie dopo gli ultimi risultati negativi e una classifica che stenta ad essere credibile per ogni tifoso biancoceleste. La candidatura di Scaloni in questo senso sembra molto interessante. Lo stesso C.T. dell’Argentina non ha escluso la possibilità di vedere nuovamente i colori del club capitolino nel suo futuro, così come fu oltre dieci anni fa da giocatore.

Quando Scaloni ha preso in mano le redini di un’Argentina ancora scottata dalle sconfitte in Copa America e ai Mondiali, l’opinione popolare non si mostrò da subito a favore. L’ex calciatore non aveva mai guidato in prima persona una squadra, ma i risultati parlano per lui.

Prima la Copa America vinta, in finale contro i rivali di sempre del Brasile, poi il cammino verso i Mondiali in Qatar condito da un record di imbattibilità storico. L’ultimo atto del libro scritto e redatto da Lionel Scaloni è la finale contro la Francia, che incorona l’Argentina sul tetto del mondo ancora una volta.

Lazio, perché scegliere Scaloni: Lotito può pensarci

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Ad oggi, dopo la vittoria ai Mondiali e un pezzo di storia tatuato addosso con i colori biancocelesti, per ironia della sorte gli stessi che appartengono anche alla Lazio, Lionel Scaloni si sente pronto per una nuova esperienza. Non più una Nazionale, ma un club che possa davvero consacrarlo tra i migliori interpreti dello sport più bello del mondo. Ecco perché Claudio Lotito potrebbe pensarci, in attesa di capire cosa fare con Sarri nelle prossime settimane, prendendo in esame la possibilità di ritrovare una figura già nota all’ambiente.

Da calciatore Scaloni non incise particolarmente con la maglia della Lazio, ma da allenatore è riuscito a creare qualcosa che in Argentina quasi nessuno aveva mai fatto. Non si parla di gioco stavolta, perché Scaloni non ha un’idea preferita in questo senso, ma del gruppo.

“Non sono un allenatore da o così o niente, mi definisco aperto a diverse soluzioni purché i calciatori si trovino bene”. Sembra l’esatto opposto del pensiero di Sarri, che in quasi tre anni di lavoro ha dato poco spazio ad idee alternative in campo e fuori. Un motivo in più per cambiare totalmente strategia e farlo con Scaloni, nel caso in cui Lotito fosse dello stesso avviso, già in questa stagione. Al momento è soltanto una suggestione, ma chissà che le parole dei protagonisti da un lato e dall’altro non possano nascondere qualcosa di più, da scoprire nel prossimo periodo.

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