San Siro, caos per il prato: difficile la rizollatura | OneFootball

San Siro, caos per il prato: difficile la rizollatura

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Le ultime gare disputate a San Siro da Milan e Inter tra campionato, Coppa Italia e la finale di Supercoppa italiana hanno mostrato un terreno di gioco in sofferenza. Una situazione peggiorata negli ultimi tempi e che trova il suo peccato originale nella Nations League di ottobre: da lì in poi il terreno è andato in sofferenza e la mancanza di pause ha peggiorato la situazione di settimana in settimana.

Il prato del Meazza è andato in sofferenza, ma l’agronomo della Lega Giovanni Castelli è intervenuto a difesa del manto erboso: «Esteticamente non è il massimo, ma rispetta i parametri UEFA in fatto di anti infortunistica e livello di prestazione», le sue dichiarazioni rilasciate a La Gazzetta dello Sport.

Per Castelli, la presunta pessima qualità di base del terreno è un non problema. «Una leggenda metropolitana. Il prato è staccato da tutto quello che c’è sotto, quaranta centimetri più giù. È un sistema chiuso, a falda sospesa. Da quasi otto anni abbiamo scelto un ibrido, prato sintetico misto a naturale. Ma giocando con questa frequenza, anche a 24 ore di distanza tra una partita e l’altra, qualsiasi prato soffrirebbe. Finché ci saranno due squadre che giocano anche le coppe in uno stesso stadio, il problema si riproporrà».

Sicuramente, la spesa tra Italia e – per esempio – Inghilterra per la manutenzione dei prati è ben differente: «La spesa media di manutenzione ordinaria per una squadra di Serie A è di 100-150 mila euro», dice Castelli. A San Siro raddoppiano anche i costi. Una rizollatura costerebbe invece mezzo milione di euro, ma in questo periodo dell’anno non si potrebbe essere sicuri del risultato, da qui la diffidenza sul tema.

«Da Milan-Juve al derby abbiamo due settimane: una servirebbe per sostituire il campo, una per cucirlo. Dovrebbe funzionare tutto alla perfezione: non dovrebbe piovere, gelare, nevicare. Non dovrebbe esserci un intoppo nei trasporti». Già ieri si era al lavoro per far ricrescere l’erba nelle zone più disastrate, soprattutto il centrocampo, ma si tratterà di un’erba giovane, fatta crescere in pochi giorni.

«L’unica vera soluzione è il riposo. Si gioca troppo, il prato non riesce a recuperare nonostante la manutenzione. Capisco che i calendari siano intasati e ci sia poco spazio, ma almeno le soste vanno rispettate. Ne va del gioco e della salute», ha aggiunto Castelli a Il Corriere della Sera.

La speranza è che la sosta possa dare una mano al fondo, soprattutto in vista del derby del weekend del 5-6 febbraio: «Faremo tutto ciò che possiamo, usando le migliori tecnologie: lampade fotosintetizzanti, serrette, drenaggio forzato, riscaldamento del terreno costante a 16° C» conclude Castelli, secondo il quale «la situazione non è comunque nulla in confronto a prima del 2000 quando il campo veniva rifatto dieci volte a stagione».

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