San Lorenzo fuori dalla Libertadores: quali le ambizioni del Ciclón? | OneFootball

San Lorenzo fuori dalla Libertadores: quali le ambizioni del Ciclón?

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Un Everest da scalare a mani nude, così appariva il ritorno del preliminare di Copa Libertadores contro i brasiliani del Santos agli occhi del San Lorenzo. I rossoblu di Boedo, sconfitti per 1-3 nell’andata in casa, si presentavano alla Vila Belmiro consapevoli che per passare il turno sarebbe stata una vera e propria Mission Impossible: a dispetto della possibilità concreta di riuscire a trafiggere la difesa santista (che ha concesso almeno un gol in tutte le partite dei preliminari), infatti, faceva da contraltare la scarsa solidità tattica e psicologica degli uomini di Dabove, anch’essi habitué nel subire gol e protagonisti di una stagione finora schizofrenica, da montagne russe.

Arrivato sulla panchina del Ciclón quest’estate dopo una stagione da buttare con vari avvicendamenti piuttosto sconclusionati sulla panchina del Nuevo Gasometro (Pizzi/Monarriz/Tocalli), l’allenatore ex-Argentinos Juniors, artefice lo scorso anno di una Superliga da protagonista alla guida del Bicho, ha dovuto avviare un nuovo progetto tecnico barcamenandosi tra tutte le difficoltà del caso, in primis la ricerca del modulo più adatto (ancora non trovato) ed in secundis uno spogliatoio difficile da tenere a bada, con due teste calde come i gemelli Ángel ed Óscar Romero sempre al centro di qualche polemica dentro e fuori dal campo.

Proprio dalla gestione dei due paraguaiani è partita l’impresa di Dabove come nuovo allenatore Cuervo: panchine pesanti e presenze centellinate, per ridimensionarli caratterialmente e cercare di “dividere” un sodalizio che in Argentina tendono a considerare solo come un collettivo (“Los Romeros”) e non come due giocatori indipendenti. Inizialmente quasi nulla è andato come previsto ed il Ciclón è andato incontro a figuracce proverbiali (una su tutte, lo 0-4 incassato in casa contro il Central Córdoba), ma la perseveranza del DT e la pazienza della dirigenza hanno consentito alla squadra di immagazzinare i dettami e riprendersi, indovinando un mini-filotto di tre vittorie consecutive in campionato e collocandosi alle porte della zona playoff del gruppo A.

Diversa, purtroppo, la situazione in Copa Libertadores, dove il San Lorenzo ha avuto la sfortuna di trovare sulla strada verso la fase a gironi il Santos finalista della scorsa edizione, dopo aver superato a fatica l’Universidad de Chile nel turno precedente. I brasiliani, avversario proibitivo ancor prima del fischio iniziale, hanno virtualmente ipotecato il passaggio del turno vincendo 3-1 in Argentina, e a nulla è valso il tentativo di remuntada in terra paulista: nonostante il grande impegno profuso e l’inferiorità numerica per quasi un tempo, il San Lorenzo ha saputo solo uscire a testa alta con un pareggio per 2-2 che ne ha comunque sancito l’eliminazione.

Si può comunque cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno: la squadra dà l’impressione di migliorare costantemente e di trovarsi sempre più a suo agio ai dettami di Diego Dabove, uno dei tecnici più validi del panorama argentino, con l’acquisto estivo Franco Di Santo sempre più spesso nel tabellino dei marcatori (6 gol nelle ultime 8 partite). Inoltre, non è fantascienza l’approdo alla fase finale della Copa de la Liga Profesional, con il quarto posto che dista solo un punto. Infine, il Ciclón giocherà comunque una coppa continentale: sarà infatti inserito nel girone A di Copa Sudamericana con Rosario Central, Huachipato e 12 de Octubre.

“Sono orgoglioso di aver visto questa squadra dare tutto sul campo, e dimostrare che avrebbe potuto passare il turno anche con 10 giocatori. Adesso avanti tutta nella Liga Profesional e nella Copa Sudamericana!”, queste le parole del presidente Marcelo Tinelli, un buon auspicio perché il San Lorenzo possa tornare ad essere protagonista?

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