Salerno-Mediagol: "La Juventus inciampa, occhio a Inter e Milan. Pirlo, De Zerbi e Mancini, dico la mia. Il Cagliari..."

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L'intervista esclusiva concessa dall'ex dirigente di Cagliari, Palermo e Catania, Nicola Salerno, alla redazione di Mediagol.it.

Competenza, lungimiranza e riconosciuta professionalità.

Nel novero dei dirigenti più esperti e stimati del panorama calcistico italiano trova legittimamente posto il profilo di Nicola Salerno.

Conoscenze trasversali di matrice tecnica e gestionale, trascorsi significativi e vincenti in piazze passionali ed esigenti come Messina e Cagliari, gli approdi segnanti a Salerno, Catania e Palermo, l’ulteriore consacrazione manageriale con Leeds e Watford nell’affascinante universo del calcio inglese. Il borsino delle pretendenti allo scudetto nell’attuale Serie A, gli allenatori che siedono sulle panchine delle big del nostro calcio, il talento di Barella e la Nazionale targata Roberto Mancini: questi alcuni dei temi approfonditi dal dirigente materano nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.

LOTTA SCUDETTO E CAGLIARI -“Andrea Pirlo uomo giusto sulla panchina della Juventus? Lui è un ragazzo che stimo a cui voglio bene. Sicuramente ha preso una bella gatta da pelare. Difficile che ne venga fuori facilmente, il suo sarà inevitabilmente un percorso complicato, bisogna lasciarlo lavorare. Il Milan ha un patrimonio importante, sia livello di squadra, sia di allenatore. La formazione di Pioli ha una struttura definita ed un impianto di gioco efficace, la rosa è composta da giovani di qualità e giocatori importanti con i quali può giocarsela fino in fondo nella lotta al vertice. Il Milan sta facendo un campionato straordinario. veniva da stagioni non certo brillanti. Invece dopo l’ottimo finale della scorsa annata stanno proseguendo su quella scia e facendo benissimo. Sicuramente Ibrahimovic alza il tasso tecnico e di personalità delle squadre in cui milita, lo svedese fa la differenza ovunque va. .La Juventus come qualità di organico sulla carta resta a mio avviso la squadra top del campionato, ma sta parecchio faticando sotto molti punti di vista. Potrebbe essere l’anno dell’Inter di Conte anche perché, quest’anno la Juventus, ogni tanto inciampa. Però, la Juventus è sempre la squadra da battere. Roberto De Zerbi sta facendo cose sensazionali con il suo Sassuolo. Se lo merita è uno scrupoloso appassionato e con ottime idee, un ragazzo preparato a cui piace lavorare. Ho molta stima sia per lui che per Rino Gattuso. Quelli trascorsi a Cagliari sono stati per il sottoscritto anni straordinari. Abbiamo vinto brillantemente subito il campionato di B.  Ricordo le spettacolari sfide in Serie A, dove siamo stati parecchio, contro il Palermo, battaglie sportive che terminavano con caterve di goal da una parte e dall’altra. Mi trovavo molto bene lì in Sardegna, a tutti i livelli. Oggi, obiettivamente, non credo che il Cagliari attuale sia una squadra che possa puntare a qualcosa di più rispetto al passato. 

BARELLA_NAZIONALE E PREMIER – Ricordo sempre con grande piacere  Barella che sta facendo delle cose straordinarie, anche in chiave Nazionale. Oggi è certamente tra i più forti centrocampisti italiani, se non il migliore allo stato attuale. Mi piace molto il progetto tecnico dell’Italia di Mancini che esprime idee e un gioco di qualità. Io ricordo l’immenso talento di Roberto Mancini da calciatore, sono stato a Genova per un periodo, quando l’allenatore blucerchiato era Lippi e già si vedeva che Roberto capiva alcune cose prima degli altri.

Il mio futuro professionale? Penso di rimanere in Inghilterra. Mi trovo benissimo. Sono più di 6 anni che sto lì. Adesso, con il problema covid-19 sto tranquillo e sereno a casa qui a Trieste, non mi muovo e sto agli ordini di mia moglie. L’incubo Coronavirus ed il calcio? Se dipendesse da me, io penserei anche di chiudere e sospendere i campionati. Però una cosa del genere nel calcio non si può fare, sennò diventa un disastro totale per l’intero sistema. Si va avanti per sopravvivere, con difficoltà logistiche ed oggettive, soprattutto per i giocatori. Nel calcio è davvero difficile mantenere le distanze. Il virus sul terreno di gioco lo becchi con estrema facilità. Speriamo finisca tutto al più presto. però ,ahimè, non vedo ancora  il sole all’orizzonte Il gap tra Serie A e Premier League? Alcune squadre della nostra Serie A sono a mio avviso molto più forti delle squadre di Premier League. In Inghilterra ci sanno fare sul piano imprenditoriale e mediatico, lavorano bene dal punto di vista manageriale e della comunicazione. In tutte le partite che vedo io, di qualsiasi livello e importanza, ci sono sempre gli stadi pieni. Qui in Italia accade, e non sempre, solo per le partite di cartello come Juventus-inter o Inter-Milan”.