Calcionews24
·4 aprile 2025
Roma-Juve, Boniek: «Motta è bravo, ma il Bologna senza lui va meglio… A Yildiz manca carisma. Dybala sarebbe stato da Pallone d’Oro se avesse avuto una cosa di me…»

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Roma-Juve è la sfida di Zibì Boniek, il polacco che negli anni ’80 ha vestito la maglia bianconera prima e quella giallorossa poi. Ecco le sue idee sulla gara di domenica sera, espresse a La Gazzetta dello Sport.
PLATINI – «Non ha senso quello che hanno fatto a Michel. È finita, ma nessuno gli restituirà i dieci anni tolti ingiustamente. Io l’ho detto fin dal primo giorno: Platini è onesto. Ora c’è anche una sentenza. Vorrei che tornasse in pista, in un calcio ormai così poco romantico sarebbe bello, per esempio, se diventasse il nuovo Boniperti della Juve. Immagina i tifosi?».LASCIA L’UEFA – «Due mandati all’Esecutivo e basta, è la regola e io la rispetto. Spero di essere ricordato come uno che ha parlato più di calcio che di politica: domenica sono all’Olimpico per Roma-Juve!».I SUOI ROMA-JUVE – «Sfide irripetibili, lotte ma amicizie vere, rispetto. Le due squadre più forti dell’epoca, Agnelli, Boniperti e Viola che si provocavano, le polemiche… Oggi è diverso, però Roma-Juve arriva in un momento speciale. I giallorossi lanciatissimi, la Juve che barcolla: è stata una sorpresa vederle così».COSA HA SBAGLIATO MOTTA – «La Juve ha tantissimi giocatori molto molto buoni, ma non un fuoriclasse. Yildiz ha tecnica superiore, colpi da campione, ma per diventare un leader ci vuole il carisma: lui è giovanissimo, non possono chiedergli tutto. E Motta, be’, non penserete che non sia un ottimo allenatore. Ma se il Bologna senza di lui va quasi meglio, si capisce che il problema o il merito non sono soltanto suoi».LA SUA JUVE – «Altri tempi. C’era una grande squadra italiana. Eravamo tutti titolari, nessuno in discussione, nessuno temeva di perdere il posto. Un senso di appartenenza e una sicurezza che il turnover ha negato. Nessuno poi entrava nello spogliatoio con le cuffie: tutti concentrati».RANIERI – «Un grande. Ho tifato per lui al Leicester, una favola, e ha tutto: gioco, carattere, tattica, tenacia, gestione. Cos’ha in meno di un allenatore di 35 anni? Qualche capello, forse, ma lui è il calcio».DYBALA – «Se Paulo avesse il mio fisico sarebbe già Pallone d’oro. Fermato da problemi nei momenti chiave, il suo Dna è questo. Ma è uno dei pochi che negli ultimi dieci anni mi ha emozionato».
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