🔙 Quando il Derby della Madonnina si giocò senza coreografie

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Mario De Zanet

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Il Covid e gli appena 1000 spettatori rendono questo Milan-Inter diverso dal solito. Diverso dal clamore degli sfottò, dalla vibrante attesa fuori San Siro.

Stavolta non sarà così. Niente rumori, cori, fibrillazione.

E allora viene in mente un Derby di qualche anno fa, quando uno stadio pieno ebbe un momento di mancanza, una sensazione di privazione, simile a quella che vivranno Inter e Milan nel Derby di sabato.

Era il dicembre 2013, appena prima di Natale: il 21, per l’esattezza.

La DIGOS fa visita al quartiere generale della Curva del Milan la sera prima, quando la Curva Sud sta festeggiando il Natale. Il giorno della partita, viene impedito l’ingresso di ogni striscione nel secondo anello blu.

C’è stupore tra i tifosi rossoneri, che difendono la propria coreografia, essendo stata “approvata dal Milan, come di consueto”.

Gli striscioni rossoneri non entrano, e la Curva Nord, in solidarietà ai cugini, non espone alcuna coreografia, lasciando spoglia d’emozioni l’immediata vigilia del match.

Non che la sfida ne regali molte: ce n’è una, enorme, nel finale, quando il tacco di Palacio consegna il Derby all’Inter.