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·25 agosto 2020

Qual’è l’unica squadra asiatica ad aver realizzato il triplete?

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La squadra giapponese dello Yomiuri è l’unica asiatica ad aver realizzato il triplete nel lontano 1987. Questa è la loro storia

Negli ultimi anni varie squadre hanno realizzato il triplete in Europa (vittoria del campionato, della Champions League e della principale coppa nazionale). Nel nuovo millennio hanno compiuto l’impresa in Europa il Barcellona ed il Bayern Monaco oltre all’Inter nel 2010. La squadra regina dei triplete però è l’Auckland City in Nuova Zelanda, che ha compiuto l’impresa per ben tre volte (2006, 2014 e 2015). In Africa ben 6 squadre hanno raggiunto questo traguardo, con l’Al Ahly d’Egitto che è stata l’unica in grado di replicarsi, addirittura in due annate consecutive, 2005 e 2006. In Nord America invece troviamo solamente 2 club, il Defence Force di Trinidad&Tobago ed il Cruz Azul, con i messicani che hanno compiuto il triplete nel 1969 e nel 1997.


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In Asia invece? Solamente una squadra nel 1987 è riuscita a vincere tutti e tre i trofei in maniera fra l’altro del tutto particolare come vedremo fra poco: stiamo parlando dei giapponesi dello Yomiuri, squadra oggi conosciuta con il nome di Tokyo Verdy e militante nella seconda divisione. Gli anni ’80, quando il calcio in Giappone non era ancora professionistico, fu il periodo d’oro dello Yom1uri, che vinse in quel decennio ben 4 campionati, 1 Coppa nazionale, 1 Super Coppa, 4 Coppe dell’Imperatore ed 1 Coppa dei Campioni d’Asia (oggi Champions League).

Il triplete di George Yonashiro e Ruy Ramos

Nel dopoguerra il calcio giapponese conobbe il  proprio periodo di massimo splendore fra gli anni 60′ e 70′ e l’apice fu raggiunto nell’estate del 1968, quando la Nazionale conquistò uno storico bronzo alle Olimpiadi in Messico battendo nella finalina proprio i padroni di casa per 2-0. L’eroe di quella cavalcata fu Kunishige Kamamoto, che fu il capocannoniere dell’edizione con ben 7 reti: segnò una doppietta al Messico, 3 gol alla Nigeria nella fase a gironi ed un’altra doppietta alla Francia nei quarti di finale. Negli anni ’80 invece, a causa del mancato interesse da parte del pubblico (principalmente per gli scarsi risultati della nazionale), la Japan Soccer League cadde in declino e per questo, il decennio successivo si decise di passare al professionismo.

La stagione 1986/87 fu quella del triplete del primo ed unico triplete nel continente asiatico conquistato dallo Yomiuri: sula panchina del club sedeva George Yonashiro che all’epoca aveva solamente 36 anni: nato nel 1950 a San Paulo da genitori giapponesi, nel 1972 si trasferì nel paese del sol levante per vestire la maglia dello Yomiuri che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera da calciatore fino al ritiro avvenuto proprio al termine della stagione 1985/86. George ottenne la cittadinanza giapponese nel 1984 in virtù delle sue origini e fu convocato in due occasioni per le partite di qualificazione al Mondiale in Messico.

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George Yonashiro aveva il compito di andare a sostituire una figura assolutamente leggendaria, quella del tedesco Rudi Gutendorf (il quale meriterebbe un articolo a parte dato che nel corso della sua carriera ha allenato ben 18 nazionali) con il quale lo Yomiuri aveva vinto il campionato nel 1984. Eppure, proprio al suo primo anno in panchina, George Yonashiro vinse tutto.

In campo il simbolo di quella compagine era il centrocampista Ruy Ramos: anche il classe 1957 originario di Rio de Janeiro ottenne la cittadinanza giapponese dopo aver iniziato a vestire la maglia dello Yomiuri nel 1977, ma in questo caso si tratta di una naturalizzazione per meriti sportivi dato che egli, a differenza di George, non era figlio di immigrati. Ruy Ramos ha difeso i propri colori addirittura fino al 1996 ed è stato convocato in Nazionale a partire dal 1990. Con i Blue Samurai il brasiliano è stato uno dei protagonisti nella vittoria della prima Coppa d’Asia nel 1992 giocando da titolare la finale vinta contro l’Arabia Saudita. Insomma, stiamo parlando di un’autentica leggenda.

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Il campionato della stagione 1986/87 fu una lotta all’ultimo sangue contro il Nippon Kokan: entrambe le squadre conclusero il cammino con 29 punti, ma lo Yomiuru prevalse a causa di una miglior differenza reti. Gli eroi di quel campionato furono il giapponese Nobuhiro Takeda con 11 goal ed il brasiliano Luis Carlos Toffoli con 9 marcature, il quale nel 1993 tenterà una breve e sfortunata esperienza in Italia con la maglia del Lecce. Il confronto serrato fra Yomiuri e Nippon Kokan si prolungò fino alla finale della Coppa dell’Imperatore ed anche in quel caso fu la squadra di George Yonashiro a prevalere con il punteggio di 2-1.

Il cammino in Coppa Campioni

In questa storia fatta di personaggi pazzeschi, c’è spazio per una conclusione del tutto bizzarra: con la vittoria del campionato giapponese lo Yomiuri era qualificato alla Coppa dei Campioni d’Asia che si sarebbe disputata a novembre in Malesia. Nel turno preliminare lo Yomiuri riuscì ad avere la meglio sul South China di Hong Kong, qualificandosi così alla fase a gironi che avrebbe portato poi alla finale.

Alla prima partita del girone lo Yomiuri sconfisse per 2-1 il Kazma di Kuwait, ma alla seconda giornata si dovette arrendere per 1-0 ai padroni di casa del Federal Territory. Ai malesi bastava vincere l’ultima gara per raggiungere la finale, ma all’ultimo turno, pareggiarono 1-1 contro il Kazma, mentre lo Yomiuri sconfisse per 2-0 l’August 1st, la squadra dell’esercito cinese.

Qualificandosi come prima, lo Yomiuri staccò il pass per la finale dove avrebbe dovuto affrontare l’Al Hilal d’Arabia Saudita. La finale però non si disputò mai in quanto proprio in quel periodo la Federazione Saudita aveva indetto un ritiro per la nazionale che includeva anche 9 giocatori dell’Al Hilal. Dunque la squadra di Riyadh non aveva abbastanza giocatori da schierare in campo e la finale assegnata a tavolino allo Yomiuri.

Il declino

Con l’avvento del professionismo e l’aumento dei costi, lo Yomiuri si ritrovò in estreme difficoltà. L’ultimo campionato vinto risale al 1994 e nel 2001 il club lasciò la prefettura di Kanagawa per trasferirsi a Tokyo e prendere il nome di Tokyo Verdy. L’ultimo successo in assoluto risale al 1994 con la Coppa dell’Imperatore, mentre nel 2005 va incontro ad una drammatica retrocessione. Il Tokyo Verdy riesce a tornare in J-League nel 2008 per poi essere rispedito dopo un solo anno in seconda divisione e da allora non è più risalito in massima serie.

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