PianetaBari
·2 aprile 2025
Polverino a <i>PianetaBari</i>: “A Catanzaro la partita più importante della mia vita. Adrenalina, gioia e… che parata su Vandeputte”

In partnership with
Yahoo sportsPianetaBari
·2 aprile 2025
Domenica pomeriggio il Bari sarà impegnato nella delicata trasferta di Catanzaro, nella quale i biancorossi dovranno cercare il riscatto dopo la pesante sconfitta contro la Carrarese (clicca qui per leggere la nostra analisi). La gara con i calabresi evoca piacevoli ricordi: nel campionato 2021-2022, infatti, fu proprio una vittoria in casa giallorossa a spianare la strada verso il ritorno in B.
Fra i grandi protagonisti di quel match figura Emanuele Polverino, che fu chiamato a sostituire Pierluigi Frattali fra i pali disputando una prestazione eccellente, con diverse parate importanti. Intervistato da PianetaBari, ha ricordato la sfida, soffermandosi poi anche sul presente.
Da oggi ci trovate anche su WhatsApp. Unitevi al nostro canale per restare sempre aggiornati con contenuti esclusivi, news, approfondimenti e tanto altro sul Bari. CLICCA QUI PER ISCRIVERTI.
Copyright: SSC Bari
Catanzaro-Bari è stata una partita chiave per Polverino. Che emozioni hai vissuto? «È stata la partita più importante della mia carriera. Un’emozione indescrivibile, soprattutto per la festa finale. Vincere così, a poche giornate dalla fine, ci ha portato vicini all’obiettivo. Sentire il boato dello stadio e vedere i tifosi esultare è stato qualcosa di unico. La mia parata sul tiro di Vandeputte è stata un momento speciale. Rivedendola negli highlights, mi rendo conto di quanto sia stata decisiva. Ho esultato quasi come per un gol».
In quella partita sei stato chiamato a giocare dopo mesi da secondo portiere. Quanto è stato difficile? «Saperlo solo un giorno prima della partita ha aggiunto pressione, ma l’adrenalina ha preso il sopravvento. In campo, ogni preoccupazione è svanita, ed ero concentrato solo sul gioco. Ho sempre lavorato per farmi trovare pronto e quella è stata la mia occasione. La notte prima è stata lunga, con tanta attesa e un po’ di ansia. Poi, durante il match, con lo svantaggio iniziale, abbiamo rischiato di riaprire il campionato, ma alla fine la vittoria ci ha dato una gioia enorme. È stato fondamentale mantenere la calma e restare uniti come squadra».
Copyright: SSC Bari
A portarti a Bari è stato Ciro Polito. Che rapporto hai con lui? «Il buon rapporto rimasto. Essendo entrambi napoletani, ci scambiamo spesso messaggi di auguri e di rispetto. Ha sempre creduto in me e mi ha dato fiducia nei momenti più importanti. Poi tanti di noi non erano giocatori molto conosciuti prima di venire a Bari, lui ci ha sempre dato pacche sulle spalle e ha provato ad infonderci tranquillità e sicurezza».
Polito, del resto, ora è a Catanzaro. Ti aspettavi potesse continuare a fare così bene? «Sì. Il Catanzaro aveva già una base solida dopo i playoff dell’anno scorso. Polito ha trovato una squadra forte, con pochi cambiamenti, e mi aspettavo facesse bene con Caserta. Ha portato mentalità vincente e organizzazione».
Anche il tecnico dei calabresi Caserta è stato un tuo allenatore… «È un tecnico molto preparato e il match sarà equilibrato. I biancorossi dovranno stare attenti alla loro velocità sulle fasce e alla solidità difensiva. Sarà una sfida difficile. Il Catanzaro è una squadra combattiva, che attacca su ogni pallone».
Copyright: US Catanzaro
Tu hai vissuto Bari anche in qualche momento difficile. Penso alla mini-crisi dopo Messina e Campobasso. Oggi si parla tanto del peso della pressione: com’è giocare in questa città quando le cose non sempre vanno benissimo? «I tifosi del Bari hanno grandi aspettative e vogliono sempre il massimo. Meritano la Serie A. Quando le cose non vanno bene la pressione si sente, ma fa parte del gioco. Devi essere forte mentalmente e trasformarla in motivazione».
C’è da dire che la squadra ha comunque diversi leader. Maita e Pucino, ad esempio, erano con te in biancorosso e ora sono pilastri vicini al rinnovo. «Sono giocatori essenziali. Pucino, in particolare, ha grande leadership e tecnica. Se tanti allenatori lo scelgono sempre, significa che ha un valore indiscutibile. Maita è altrettanto importante, con la sua esperienza e qualità a centrocampo».
E poi c’è Di Cesare. Te lo aspettavi in questo ruolo? «Sapevo che stava studiando per farlo. Ha una grande conoscenza del calcio e farà bene anche in questa nuova veste. Era un leader in campo e lo sarà anche fuori».
Chiudiamo con una considerazione generale. Come valuti la stagione attuale del Bari? «È stata altalenante, con molti alti e bassi. Spero che riescano a risalire e chiudere tra le prime posizioni dei playoff. Lo merita la squadra e, soprattutto, lo meritano i tifosi. Bari è una piazza importante e deve tornare dove merita».
Ora giochi in D nella Puteolana. Come stai vivendo questa esperienza? «Ho scelto di scendere di categoria per avere più continuità. Abbiamo dominato il girone d’andata, poi alcuni problemi ci hanno frenato. Tornare vicino casa è stata anche una scelta personale e familiare. Qui posso dare il mio contributo dentro e fuori dal campo».