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Platense: Squid Game all’argentina

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[ARTICOLO SPOILER-FREE]

Squid Game è stata senz’altro la serie dell’anno di questo 2021, tenendo incollati allo schermo spettatori di tutto il mondo, realizzando 111 milioni di visualizzazioni nei primi 28 giorni e confermandosi come il più grande esordio tra le serie originali Netflix.

Ambientata in Corea del Sud, la serie racconta la storia di vari protagonisti, tutti uniti da un estremo bisogno di denaro per saldare enormi debiti, che accettano di partecipare ad un gioco dove la somma in palio è miliardaria, ma dove loro dovranno mettere a loro volta in gioco la vita.

Nel mondo ispanofono, il prodotto è passato attraverso la solita (e a volte incomprensibile) traduzione integrale tipica del doppiaggio latino, diventando quindi “El Juego del Calamar”, letteralmente lo spagnolo per “Squid Game”, ovvero “Il Gioco del Calamaro”.

Dall’altra parte dell’Oceano però, in Argentina, è stato un altro Calamar a polarizzare l’attenzione con le sue ambizioni di sopravvivenza: il Platense, conosciuto per l’appunto con il soprannome di Calamar, alle prese con una stagione  da neo-promossa in Liga Profesional de Fútbol.

Tornato in Primera División dopo più di vent’anni al termine della caotica Primera B Nacional del 2020 (interrotta e fatta ripartire da zero causa Covid), il Platense ha iniziato questo suo nuovo capitolo nella massima divisione argentina con la Copa de la Liga Profesional 2021, con un obiettivo ben preciso: fare più punti possibili per evitare lo spauracchio della zona retrocessione nella classifica del Promedio.

Infatti, nonostante le retrocessioni siano state bloccate fino a fine 2022 come misura contestuale all’emergenza Covid, in Argentina si è continuato a conteggiare ed aggiornare la classifica parallela che regola le retrocessioni dalla massima serie, basata sul rapporto punti fatti/partite giocate nell’ultimo triennio: un metodo che chiaramente svantaggia le neo-promosse, che devono far bene da subito se non vogliono scivolare in fondo e tornare in seconda divisione.

La Copa de la Liga Profesional non andò benissimo: 14 punti in 13 partite e subito eliminati alla fase a gironi. Durante la Liga Profesional appena conclusa, invece, abbiamo assistito ad una vera e propria rinascita del Calamar, capace di proiettarsi verso le zone tranquille della classifica e del promedio nel suo personalissimo Squid Game, con un cast d’eccezione.

Regia: Claudio Spontón

Salutato il tecnico della promozione Juan Llop al termine della Copa de la Liga Profesional, sulla panchina del Vicente López era arrivato Leonardo Madelón, il cui regno però è durato solo 12 partite. Al suo posto Claudio Spontón, con cui il Calamar ha cambiato faccia, perdendo solo 3 partite delle 13 disputate, ed ottenendo risultati utili con avversari prestigiosi come Estudiantes, Lanús e Racing.

Protagonista: Matías Tissera

Eroe della promozione con il gol nella finale della B Nacional, in ombra nei primi sei mesi di Primera División, è stato l’uomo copertina del bel campionato del Platense: 14 gol in 21 partite, nella classifica marcatori e una media di 0.9 gol ogni 90′ (secondo solo ad Álvarez). A 24 anni la stagione della consacrazione, adesso lo cercano le big e addirittura si parla di un interesse del Grêmio.

Miglior Episodio: Platense 3-2 Vélez Sarsfield

Il gran finale di stagione: davanti ai propri tifosi, Tissera prima sbaglia un rigore e poi porta in vantaggio il Calamar, che però subisce la rimonta ospite. Come nel migliore dei copioni, la vittoria alla fine arriva e porta le firme del veterano Curuchet e del giovane Schor, al suo primo gol tra i professionisti, al 90′.

E se per la seconda stagione di Squid Game è già iniziato il conto alla rovescia, l’attesa per capire se il Platense avrà un sequel in Primera División non è da meno…

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