Calcio e Finanza
·21 marzo 2025
Pirelli, il controllo cinese un problema negli USA? Ipotesi di riassetto

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·21 marzo 2025
Il prossimo consiglio di amministrazione di Pirelli, previsto per il 26 marzo, verterà principalmente su due temi. Da una parte la partecipazione del socio cinese Sinochem pari al 37%, dall’altra si ragionerà sulle eventuali conseguenze che questa situazione azionaria possa avere in un contesto internazionale segnato dalle politiche di Donald Trump.
Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, la recente normativa introdotta dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per tutelare la sicurezza nazionale contro il rischio di manipolazione dei dati, entrata in vigore proprio questa settimana, starebbe spingendo i principali azionisti di Pirelli a valutare contromisure immediate per mitigare le possibili conseguenze di tali restrizioni.
Uno degli aspetti più critici riguarda il divieto, a partire dal 2027, di hardware e software integrati nei veicoli connessi o autonomi se forniti da aziende legate a Russia o Cina. Di conseguenza, per evitare di incorrere in problemi sul mercato statunitense, i produttori automobilistici potrebbero già ora decidere di non utilizzare più il sistema Cyber Tyre di Pirelli. Questo sistema, basato su algoritmi capaci di elaborare i dati provenienti dagli pneumatici e trasmettere input ai sistemi di controllo dell’auto, rischia quindi di essere escluso a causa dell’attuale composizione azionaria del gruppo. Il peso di Sinochem, con il suo 37%, è infatti contrapposto a quello del sistema MTP-Camfin, che detiene il 26,4% del capitale.
Fonti vicine alla vicenda evidenziano la delicatezza del tema, che potrebbe avere un impatto significativo sulle tecnologie sviluppate da Pirelli e sulla sua espansione nel mercato statunitense, il quale rappresenta circa il 40% del segmento premium a livello globale. Attualmente, negli USA Pirelli produce solo il 10% dei pneumatici destinati al mercato locale, importandone circa il 50% dal Messico e il restante 40% da Europa e Brasile. Inoltre, come dichiarato recentemente dall’amministratore delegato Marco Tronchetti Provera, il gruppo intende rafforzare la sua presenza negli Stati Uniti con investimenti strategici. Tuttavia, eventuali restrizioni potrebbero mettere seriamente a rischio questi piani.
Secondo alcune indiscrezioni, i soci di Pirelli stanno intensificando i confronti per individuare una soluzione concreta e tempestiva, in modo da evitare che le tecnologie della società rientrino tra quelle vietate negli USA. Tra le opzioni in discussione figurano modifiche alla governance e un riequilibrio degli assetti azionari. Al momento non c’è nessun commento ufficiale da parte di Pirelli su queste possibilità, ma fonti autorevoli riferiscono che le trattative sono in corso a diversi livelli, anche se per il momento un’intesa appare ancora lontana. «Le posizioni sono ancora molto distanti», affermano alcuni addetti ai lavori.
L’effettiva portata di questa situazione emergerà probabilmente durante il consiglio di amministrazione del 26 marzo, ufficialmente dedicato all’analisi dei conti, ma che potrebbe diventare l’occasione per verificare le intenzioni degli azionisti e le possibili strategie da adottare. Durante la stessa riunione, il board dovrà anche esprimersi sulla questione del controllo da parte di Sinochem, come richiesto dalla Consob.
Sullo sfondo, resta l’attesa per l’esito del provvedimento con cui il Golden Power ha avviato, lo scorso novembre, un’analisi sulla posizione di Sinochem per verificare eventuali violazioni delle regole di governance stabilite dal Dpcm del 16 giugno 2023, con cui sono stati esercitati i poteri speciali previsti dal Golden Power. L’indagine riguarda, in particolare, il doppio incarico di alcuni consiglieri di Pirelli, che ricoprono ruoli dirigenziali anche in società che controllano il gruppo. Questa circostanza è stata oggetto di un approfondito esame nell’ambito del procedimento amministrativo in corso. Palazzo Chigi aveva stabilito un termine di 120 giorni dalla notifica del provvedimento per concludere l’istruttoria, scadenza ormai prossima.