Pessina: «Euro 2020, Mancini era più dispiaciuto di me. In Champions…» | OneFootball

Pessina: «Euro 2020, Mancini era più dispiaciuto di me. In Champions…»

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Matteo Pessina si racconta: da Euro 2020, con la convocazione in extremis, al suo ruolo nell’Atalanta. Le su dichiarazioni

Matteo Pessina si racconta a La Gazzetta dello Sport.

PRIMA ESCLUSO DA EURO 2020 – «Abbiamo rivissuto quella notte io e Locatelli nei giorni scorsi. Era poco prima di mezzanotte, sono in camera con Toloi, squilla il telefono e risponde Rafa: “Scendi, il mister ti vuole parlare”. C’erano anche Vialli e Oriali, Mancini mi spiega: “Fosse per me vi porterei tutti, ma c’è posto solo per 26: devo escluderti, ma resti comunque ancora una settimana con noi?”. Era più dispiaciuto di me: rispondo sì, torno in camera, mi raggiunge il Loca, anche lui distrutto. E l’altro giorno mi ha detto: “Non sarei mai riuscito a reagire come te”».

POI L’INFORTUNIO DI SENSI «E capisco, anzi ho conferma, che il saper prendere le cose con filosofia può premiare. E che nel calcio tutto torna».

RITORNO ATALANTA «E il Verona mi voleva di nuovo, e io ero molto tentato perché giocavo ancora poco».

PESSINA EQUILIBRATORE «In Champions quella che forse è la mia qualità migliore, saper interpretare tutti i ruoli di centrocampo, è importante. Trovi idee, sistemi e filosofie di gioco diversi fra loro: sapersi adattare al volo è importante. Fare la mezzala destra come lo intende Mancini non è così diverso da giocare trequartista difensivo».

AVVERSARIE CHAMPIONS COME NAZIONALI A EURO 2020«Sa che non ci avevo pensato? Affrontati e battuti: cercherò di mettere a disposizione la lezione dell’Europeo».

VILLARREAL GIOCA DIVERSAMENTE DALLA SPAGNA – «Completamente diverso, se vogliamo: ma il tiki taka puro non lo fa più neppure la nazionale. Si è adattato anche il Villarreal, che è un connubio perfetto: qualità, e la forza atletica di una squadra potente. Non si vince l’Europa League per caso».

YOUNG BOYS«Freuler? Ci deve ancora fare lezione… Dovremo cercare di batterli due volte, ma come dice Gasperini: se sono arrivati in Champions, un motivo c’è. E il Midtyjlland ci ha già insegnato che le squadre meno quotate sanno essere imprevedibili, l’etichetta della fascia di provenienza non conta. Altrimenti l’Atalanta non avrebbe vinto a Liverpool».

ATTACCANTI MANCHESTER UNITED«Forse verranno in mente più cose a loro quando rivedranno me e Toloi… Ma il Manchester United è la più forte del girone, lo era anche prima che tornasse Cristiano Ronaldo. Solskjaer è riuscito a imporre le sue idee anche a una squadra fatta di tanti campioni tutti insieme».

INSEGNAMENTI DA INGHILTERRA-ITALIA – «Che le partite sono sempre recuperabili, anche se prendi gol dopo 2’: e all’Atalanta ogni tanto capita… Ma anche che serve concentrazione massima: prendere un gol subito significa aprirsi al contropiede avversario. E che gli inglesi giocano più individualmente, alla lunga possono deconcentrarsi, lasciare spazi: ad una squadra italiana è più difficile che succeda».

INTER E JUVE MENO FORTI? – «L’Inter no, e forse neanche la Juve: senza Ronaldo perde dei gol, ma anche un giocatore che a volte portava squilibri e non aiutava la fase difensiva: la Juve segnerà con molti più uomini».

GASPERINI – «E’ il primo che si diverte quando il suo calcio codificato funziona come dice lui. E se funziona si divertono tutti: noi, lui, i tifosi».

ROMERO «A offerte così non puoi dire no. L’Atalanta, uno dei pochi club con il bilancio positivo nell’anno del Covid, sa che il castello si regge su questa filosofia: aver portato nel calcio l’idea imprenditoriale del presidente Percassi».

COME E’ CAMBIATO EURO 2020«Mi ha aumentato l’autostima e la consapevolezza dell’importanza di essere stato umile, di aver voluto migliorare sempre. E mi ha insegnato che quando capisci, e lo assapori, cosa vuol dire vincere, non ti vuoi fermare mai: vuoi solo vincere. Che poi è il segreto di quello di cui stiamo parlando: l’Atalanta per il terzo anno di fila in Champions».

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