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·28 marzo 2025

Montezemolo perde la causa con due broker: chiedeva un risarcimento da 50 milioni

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L’Alta Corte di Londra ha respinto le richieste di Luca Cordero di Montezemolo e del figlio Matteo, che avevano chiesto un risarcimento da 50 milioni di euro a carico, tra gli altri, del broker Daniele Migani, fondatore del Gruppo Xy, sostenendo di essere stati vittime di una frode per investimenti finiti male.

La vicenda era emersa un anno fa e a novembre Migani aveva subìto un sequestro da 18 milioni in un’inchiesta milanese su presunti raggiri ad altri vip. Sequestro annullato dal Riesame. La sentenza londinese, spiega Migani, conferma «la correttezza e la professionalità con cui Xy, le società collegate e io abbiamo operato».


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Nella sentenza, depositata oggi dopo una causa iniziata nel 2020 e di oltre 300 pagine, il giudice inglese ha respinto le accuse di truffa e negligenza e la richiesta di risarcimento, dando ragione a Migani e a Federico Faleschini, altro broker e titolare della Logic Holding, e ad una serie di società, tra cui Xy e Skew Base. La causa era stata avviata dai Montezemolo nel dicembre 2020 per contestare perdite finanziarie subite a seguito del crollo dei mercati dovuto alla pandemia da Covid.

Il giudice, in accoglimento della domanda di Xy, ha anche stabilito che Luca Cordero di Montezemolo, il figlio Matteo e il family office londinese, G.I. Globinvestment Ltd, devono saldare le fatture arretrate per i servizi ricevuti.

Il fondo Skew Base, attraverso cui sono stati realizzati gli investimenti, scrive il giudice, «era concepito e si è effettivamente rivelato un’operazione di portata considerevole, legittima e gestita in modo professionale. Non era uno schema Ponzi – si legge – o qualcosa di simile». E «prima dei disordini sui mercati causati dalla pandemia da Covid all’inizio del 2020, gli investitori stavano ottenendo rendimenti significativi».

In sostanza, è scritto nel verdetto, se non ci fosse stata la pandemia, gli investitori «avrebbero continuato a beneficiare degli importanti rendimenti che i loro investimenti in questi comparti erano in grado di generare». E ancora: «Migani e Xy disponevano di valide motivazioni per ritenere che l’investimento nei comparti Min e Hfpo fosse coerente con gli obiettivi di investimento rilevanti».

Per il giudice, i rischi legati agli investimenti erano stati adeguatamente comunicati da Migani e Xy. «La sentenza dell’Alta Corte di Londra – commenta Migani – conferma in modo inequivocabile la correttezza e la professionalità con cui Xy, le società collegate e io abbiamo operato nell’interesse dei nostri clienti». Il giudice, afferma il fondatore del gruppo, «ha chiarito che le perdite subite erano dovute esclusivamente alla crisi finanziaria generata dalla pandemia».

Il 6 dicembre, il Riesame di Milano aveva dissequestrato i già menzionati 18 milioni, accogliendo la richiesta presentata dagli avvocati Alessandro Pistochini e Raimondo Maggiore. Un mese prima tra i nomi degli investitori erano emersi, tra gli altri, quelli della cantante e produttrice Caterina Caselli e del designer di auto Giorgetto Giugiaro.

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