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·25 settembre 2022

🔴⚫ Maldini: “Il mio nome un vantaggio nelle trattative. Ecco come presi Theo dal Real”

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MALDINI THEO – Paolo Maldini, direttore dell’area tecnica del Milan, è intervenuto a margine del Festival dello Sport di Trento soffermandosi sul suo operato sul mercato e svelando alcuni retroscena relativi ad alcune trattative. Queste – riprese da TMW – le sue dichiarazioni:

“Il primo scudetto da dirigente è importante e diverso dagli altri. Da dirigente ho fatto una discreta esperienza e la vittoria finale è il sigillo che ognuno sogna di poter mettere un giorno nel proprio percorso. Una soddisfazione enorme per il club e per i nostri tifosi. Ricordo bene i primi giorni di Milan vissuto da dirigente. Leonardo mi ha insegnato tanto, professionalmente ed umanamente per iniziare questa nuova avventura. A Reggio Emilia, la festa in piazza Duomo poi è stato un momento unico”

“Parto in vantaggio quando parlo con un giocatore? È vero, parto da questo vantaggio. Perché sono anche legato a questo club, non solo per la mia storia personale. Il Milan ha una storia che si presenta da sola, non va nemmeno raccontata. Queste cose abbinate possono fare la differenza in effetti. Con Theo Hernandez andò così, anche se il primo acquisto reale fu Krunic. Operazione che feci da solo. Per Theo parlai prima con il Real Madrid e poi con lui, gli parlai quasi da padre a figlio. Ma con i miei calciatori mi piace rapportarmi così. Cerco di dare primo il supporto ai ragazzi e poi ai calciatori”.

Su CDK: “Innanzitutto il mercato è dinamico. Noi abbiamo provato a prendere Botman prima di Charles, che avrebbe esaurito quello che era il nostro budget e avremmo virato su altri calciatori per quel ruolo lì. Le nostre idee a maggio rispetto a quello che è successo alla fine non c’è quasi un filo conduttore. A questo punto del nostro cammino non dobbiamo prendere giocatori medi, ma di grandissima prospettiva: Charles è uno di questi. È un 2001, ha fatto vedere cose importanti in Champions. C’è bisogno di tempo, so che il tifoso e i giornali non aspettano, ma noi dobbiamo aspettare. Io faccio l’esempio di Platini che alla Juventus per i primi sei mesi non ha fatto bene, poi è tornato a vincere tutto. Un 2001 non è pronto per farsi carico di tante responsabilità in un club come il Milan, questo equilibrio dobbiamo darlo noi. Sappiamo quali sono le strade per portare a crescere i giovani. Sui giovani si fanno delle scommesse, non tutte si vincono ma su di lui abbiamo davvero pochissimi dubbi”.

“Oltre a Leao c’è qualche altra offerta che ho rifiutato? Sì, c’è un ‘non vi presentate neanche’. Theo? L’hai detto tu (ride, ndr). È un calciatore di altissimo livello. Ma non solo per lui, anche per altri. Se poi si presentano comunque dobbiamo vedere. Ma non necessitiamo di una cessione, i costi sono a posto. Ma i giocatori ormai incedibili non esistono più” – riporta SOS Fanta.

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