Lazio, l’ex Liverani: «Bologna? I biancocelesti non hanno messo in pericolo nulla. Ora serve ritrovare energie, soprattutto mentali» | OneFootball

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·24 marzo 2025

Lazio, l’ex Liverani: «Bologna? I biancocelesti non hanno messo in pericolo nulla. Ora serve ritrovare energie, soprattutto mentali»

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L’ex giocatore della Lazio Liverani ha parlato della stagione dei biancocelesti e della sconfitta contro il Bologna. Le parole

L’ex giocatore della Lazio Liverani è intervenuto ai microfoni di Radiosei ed ha parlato della stagione dei biancocelesti e della sconfitta contro il Bologna. A seguire le sue parole.

SU BOLOGNA: «Il colloquio di Bologna con la tifoseria non mi è sembrato brutto, nonostante il pesante ko. Il tecnico si è preso la responsabilità, la Lazio ha chiuso negativamente questo mini ciclo ma tutto sommato non ci sono stati grandi danni, i biancocelesti non hanno messo in pericolo nulla. Ora serve ritrovare energie, soprattutto mentali, e cercare di essere più leggeri possibile per questo finale. La tranquillità e la positività ti danno qualcosa in più, essere pessimisti non aiuta, soprattutto nell’ultimo periodo. La Lazio ha bisogno dell’entusiasmo, va messo da parte qualsiasi pensiero di critica, se ne riparlerà poi a giugno. Serve equilibrio, la Lazio sa chi è e quello che fa, poi alla fine si tireranno le somme».


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SU BARONI: «Ha fatto un ottimo lavoro e l’ha valorizzata quasi nella totalità».

SUL TORINO: «Col Toro, di lunedì, i risultati del sabato e della domenica avranno un peso. Baroni ha fiducia nel gruppo ma si affiderà a chi starà meglio».

SU GUENDOUZI: «Ha la personalità e l’esperienza per gestire queste cose. In Francia sono riusciti a criticare anche Mbappè, vivrei quindi la situazione col sorriso se fossi Guendouzi. Che poi lo sa che alla Lazio è utile alla squadra, alla piazza e allo spogliatoio». Ha anche commentato la partita della nazionale, dicendo: «Il primo tempo rimani quasi imbarazzato a vederlo e mai avresti detto che poi nel secondo tempo avresti avuto dei rimpianti per come è finita. Partita troppo strana».

SULLA JUVENTUS:«La situazione della Juve era molto complicata. A prescindere dai tempi e dalle modalità, le ultime gare avevano dato un segnale brutto in casa bianconera; non c’era la reazione e quindi sono arrivati al cambio. Tudor è un allenatore caratteriale, che è stato a Torino tanti anni e il famoso dna ce lo ha, ma non credo basti questo per mettere a posto i problemi. Dovremo vedere se ci sarà una reazione forte nelle prime partite: a quel punto la Juve diventa un antagonista difficile da superare per il quarto posto, in caso contrario continueranno i problemi a prescindere dall’allenatore»

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