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·4 gennaio 2022

La fine della Chinese Super League: Lo Shandong è campione e… Junior Negrao capocannoniere!

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Dopo un anno travagliato e discontinuo si è conclusa la Chinese Super League edizione 2021.Non staremo a soffermarci sulle enormi problematiche che durante il corso di tutta la stagione (la peggiore forse per il modo in cui è stata gestita) hanno accompagnato questa realtà in decadenza, ma se dovesse interessare qualche settimana fa abbiamo scritto un articolo a riguardo.

Oggi, al termine finalmente della fase finale (con solo i playout retrocessione/promozione dalla seconda divisione da giocare) possiamo assolutamente affermare che la serietà e il progettare a lungo termine hanno vinto contro il voler strafare ed il voler trarre un profitto veloce.Lo Shandong Taishan, ex squadra di Graziano Pellè, dove milita attualmente la star passata per le file del Manchester United, Marouane Fellaini, si è laureata campione per la quinta volta nella sua storia, a distanza di 10 anni dall’ultima, prima del dominio Guangzhou e dell’anno strabiliante di Shanghai con Oscar, Hulk e Wu Lei.

Fellaini e compagni sono stati nettamente superiori alle altre squadre, soprattutto nello sprint finale, in quanto la rosa ha sempre contato su elementi disposti ad immedesimarsi nel contesto culturale del Paese come il sudcoreano Son Jun-ho MVP delle ultime stagioni di K League che è senza ombra di dubbio uno dei principali esponenti per la conquista di questo titolo, per poi passare alla scuola cinese con gli acquisti di Ji Xiang (ex Jiangsu) e Shi Ke (ex Port) che se sommati con i già presenti Zheng Zheng, Jin Jingdao e l’esplosione del baby fenomeno Guo Tianyu (10 gol) hanno formato un mix letale per le altre contendenti.

Le principali avversarie erano, appunto, le piu’ gettonate Shanghai Port e Guangzhou FC, che hanno pagato nell’arco di questa spezzettata stagione la discontinuità: Oscar e Aaron Mooy sono due grandi giocatori, con un passato internazionale di alto calibro, ma da soli non possono trascinare un organico per 30 partite.

L’età che avanza per Wang Shenchao, Lyu Wenjun e compagnia sommati ai diversi infortuni non sono stati d’aiuto per mister Leko, inoltre, che fine ha fatto Ricardo Lopes?

Nota di merito è che nonostante le difficoltà questa piazza rimanga sempre sul pezzo, con una finale di Coppa nazionale da giocare e quindi un potenziale titolo in bacheca.

Il Guangzhou invece ha subito diverse rivoluzioni nel corso di questa stagione: la squadra era partita con il nostro eroe del 2006 Cannavaro, con un’ “idea” di gioco o perlomeno di rosa differente ed ha concluso con un full chinese team senza nemmeno giocatori naturalizzati aldilà di Browning, unico capace di non sfruttare il cavillo dei 5 anni in quanto realmente discendente da famiglia cinese. Fernandinho, Aloisio, Ricardo Goulart e Alan dovevano essere il valore aggiunto ma oltre che sembrare minestra riscaldata non sono stati.

Dopo l’addio di Cannavaro e l’ascesa dell’eterno capitano Zheng Zhi (41 anni) come allenatore-giocatore, a Canton c’è stato un periodo di rivoluzione dovuto all’ultimo e più doloroso addio: quello di Elkeson (11 reti) che ha preso la decisione di tornare in Brasile (probabilmente al Botafogo, ndr).

L’idea al termine è che il Guangzhou si sia saputo rivoluzionare e che alcuni giovani siano promettenti per il livello della categoria, come l’ attaccante Lie Jing, classe 2003 autore di 2 goal nelle ultime due partite e che quello che realmente vogliano i Dragoni di Canton siano puntare a portare avanti una nuova generazione di giocatori locali e chi meglio di Zheng Zhi può aiutare nella causa?

Poi passiamo ad una nobile decaduta, il maggior team della capitale: il Beijing Guoan. Non c’è molto da dire a riguardo, è un dato di fatto che la cessione finale di Bakambu così come quelle (forse piu’ importanti) dell’uomo simbolo ed ex capitano Renato Augusto e il fantasista tuttocampista Jonathan Viera non hanno aiutato e la rosa che negli ultimi anni è andata veramente vicina alla conquista del titolo è parsa molto stanca, tanto da non riuscire a strappare nemmeno la qualificazione in Champions League.

Se invece parliamo di sorpresa dell’anno, questa è senza ombra di dubbio il Changchun Yatai, squadra neo promossa che stacca il ticket per la prossima AFC Champions League grazie ad un colpo di mercato strabiliante ed intelligente visto che la Cina in questo momento può tutt’altro che ospitare top players.

Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Junior Negrao, (con cui abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata ai nostri microfoni) che un anno fa sollevava al cielo la prestigiosa AFC Champions League con il suo Ulsan Hyundai e quest’anno ha letteralmente trascinato una neo promossa alla qualificazione nel torneo piu’ prestigioso d’Asia.Il brasiliano, da poco 35enne, è stato per i precedenti anni capocannoniere a livello mondiale, alle spalle solo dei 3 colossi Messi, Cristiano Ronaldo e Lewandowski.

A dirla tutta, però, il reparto offensivo del Yatai già di per sé era ed è strabiliante con Erik (campione di Giappone nel 2019 col Yokohama Marinos) e Serginho (campione d’Asia con il Kashima nel 2018), Junior è stata solo la ciliegina sulla torta.Il Yatai che però fino all’ultimo ha lottato per il campionato, si è perso a causa degli infortuni appunto di 2/3 dell’attacco. Ciò non toglie merito alla stagione strabiliante del club situato a nord che dal prossimo anno saremo ben curiosi di veder lottare ai vertici del continente asiatico.

Voltando completamente pagina, a giocarsi la permanenza nella categoria saranno Qingdao e Dalian, che nell’ultima stagione sono scivolate nella mediocrità per via di una rosa ma soprattutto un organico a livello societario tutt’altro che sufficiente, contro le cadette Chengdu e Zhejiang e tutto potrà succedere visto che il livello tra queste quattro squadre nonostante una categoria di differenza è praticamente lo stesso.

Dunque, nonostante un anno difficile e segmentato la Chinese Super League ha avuto dei buoni alti ma altrettanti bassi che non fanno ben sperare per il futuro: il caso degli U23 mandati in Champions, il salary cup che non invita più calciatori di livello ad entrare in un Paese la cui impressione è che si stia chiudendo in una bolla, il nuovo calcolo del ranking che vede la Cina precipitare a dirotto ed un progetto naturalizzati andato in fumo. Il nostro augurio è ovviamente di rivedere questa realtà al top o se non possibile almeno in una nuova formula seria così da rigettare le basi di un progetto che negli anni è andato a perdersi.

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