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Emilio Scibona·5 giugno 2023

📝 Il pagellone della Serie A 22\23: super Napoli, flop Juve, Lazio da 👏

Immagine dell'articolo:📝 Il pagellone della Serie A 22\23: super Napoli, flop Juve, Lazio da 👏

Ieri sera si è conclusa la Serie A 2022\2023, un campionato che ha regalato diverse sorprese e in generale tante emozioni.

Ecco qui i voti alle squadre di Serie A al termine di questa elettrizzante stagione.


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10 al Napoli

Francamente inutile dilungarsi sui perché. Una stagione eccezionale che ha dato vita ad una delle cavalcate più memorabili della storia recente e non solo della Serie A.


9 a Lazio e Lecce

Assieme al Napoli le due più grandi sorprese di questa stagione. I biancocelesti, nonostante abbiano avuto Immobile a mezzo servizio sono riusciti a chiudere il campionato da vice-campioni d’Italia trovando continuità di risultato e prestazione.

La squadra pugliese è invece riuscita a salvarsi con un turno d’anticipo nonostante fosse sulla carta la rosa meno attrezzata della bassa classifica. Certo, la seconda parte di stagione è stata fin troppo sofferta, ma il traguardo raggiunto dalla squadra di Baroni resta notevole.


8 ad Atalanta e Monza

I bergamaschi sono stati a lungo in lotta per la Champions e sono riusciti comunque a tornare nelle competizioni europee: considerando le premesse iniziali e il valore degli avversari sulla carta il posto finale vale veramente tanto.

Così come vale tanto il percorso del Monza, partito col piede in fallo e chiuso invece con una media punti quasi da big dopo la svolta tecnica portata da Raffaele Palladino. Per quanto abbiente sia la squadra brianzola non è scontato fare così bene nell’anno da matricola.


7 a Bologna, Torino, Empoli e Salernitana

Quattro squadre che alla fine hanno tirato fuori qualcosa in più rispetto alle aspettative e agli obiettivi di partenza. Il Bologna ha impressionato a lungo andare per la qualità del gioco sviluppata da Thiago Motta; il Torino, nonostante tutte le cessioni estive, si è dimostrato competitivo e consistente.

Così come sono state consistenti nel loro percorso Empoli e Salernitana. I toscani guidati da Zanetti lo sono stati in modo costante, vivendo una stagione di assoluta tranquillità e facendo vedere cose abbastanza buone a livello tecnico; i granata sono venuti fuori alla distanza grazie all’arrivo di Paulo Sousa, che ha portato la squadra a trovare maggior continuità e ad esprimere meglio le sue qualità.


6 a Inter, Roma e Udinese

Il percorso complessivo dell’Inter in questa stagione è eccellente a prescindere da come finirà sabato ad Istanbul: quel che si è visto in un campionato segnato da 12 sconfitte è appena sufficiente e solo in virtù del piazzamento Champions.

Discorso a tratti simile anche per la Roma: per quello che era il potenziale dell’undici titolare forse si poteva sperare in qualcosina di più ma considerando anche gli infortuni nel finale di stagione e lo spessore delle rivali, la squadra giallorossa è arrivata doveva arrivare.

L’Udinese, che era partita molto bene, chiude a centro classifica un’annata tranquilla in cui ha alternato ottime cose a prestazioni decisamente meno esaltanti. In ogni caso ha fatto ampiamente il suo.


5 a Milan, Fiorentina e Sassuolo

Per quanto anche il percorso stagionale dei rossoneri sia stato buono (seppur in tono decisamente minore rispetto a quello dei cugini) la qualificazione in Champions non basta per una sufficienza piena, anche in considerazione dello status di Campioni d’Italia, un titolo che (al di là dei meriti del Napoli) di fatto non è stato mai difeso.

La Fiorentina quest’anno si è espressa decisamente meglio nelle coppe, trovando continuità in campionato solamente negli ultimi mesi: il cammino della squadra viola nel 2022\2023 sarà complessivamente positivo a prescindere da come finirà mercoledì ma era lecito aspettarsi qualcosa in più in campionato.

Stesso discorso vale per il Sassuolo: in termini di risultati il campionato neroverde è stato anche sufficiente ma il girone d’andata stentato con 8 partite consecutive senza vittorie e appena 17 punti conquistati non è stato all’altezza dello spessore tecnico di una squadra che se avesse trovato subito una linearità forse si sarebbe potuta togliere grandi soddisfazioni.


4 alla Juventus

Che la tempistica delle penalizzazioni abbia condizionato severamente la stagione bianconera è fuor di dubbio ma bisogna anche riconoscere che i problemi della Juventus in questo campionato sono stati evidenti anche prima dell’esplosione delle vicende giudiziarie.

Tenere il passo del Napoli era impresa impossibile per tutti ma una squadra col potenziale tecnico che aveva la Juve quest’anno avrebbe dovuto fare a prescindere molto di più: l’eventuale qualificazione in Champions che sarebbe conseguita senza la penalità di dieci punti sarebbe stata né più né meno che ordinaria amministrazione.


3 al Verona

Bisogna fare una premessa: un voto definitivo può essere dato solamente dopo l’esito dello spareggio contro lo Spezia ma anche in caso di salvezza non arriverebbe la piena sufficienza.

Di salvabile nella stagione degli scaligeri c’è solamente la reazione di spirito che gli ha consentito di poter approdare all’ultima spiaggia per la salvezza nel girone di ritorno. Il cammino dell’Hellas a conti fatti è stato però fin troppo accidentato.


2 allo Spezia

Vale lo stesso identico discorso fatto in precedenza per il Verona. Il club ligure dopo due salvezze brillanti potrebbe riconfermarsi una terza volta ma rispetto alle stagioni passate da salvare ci sarebbe decisamente meno.

Gli aquilotti hanno anche avuto l’occasione per poter portare serenamente la nave in porto ma hanno finito con il farsi risucchiare verso il precipizio: le ottime performance con le big sono degne di nota ma servono a poco nel momento in cui sei andato a sprecare tutte le opportunità degli scontri diretti, lasciando punti sanguinosi. Anche con la vittoria nello spareggio la sufficienza non sarebbe piena.


1 alla Cremonese

I grigiorossi sono venuti fuori troppo (e colpevolmente) tardi, finendo con il non riuscire a raggiungere una salvezza alla quale sono stati quasi mai vicini ma che (per quel che ha detto la storia di questo campionato) non era una missione impossibile.

Probabilmente l’errore è stato quello di insistere su Alvini (ottimo allenatore ma evidentemente non funzionale allo specifico contesto di squadra) quando i risultati non arrivavano e aspettare troppo prima di chiamare Ballardini, tecnico abituato ai mari in tempesta. Resta, alla fine, una mesta calata di sipario.


0 alla Sampdoria

La premessa non sarebbe necessaria ma la si fa lo stesso: il voto si riferisce solamente all’espressione vista sul campo. Un’espressione indubbiamente condizionata dalle vicende societarie ma che resta tremendamente insufficiente anche con tutte le attenuanti del caso.

La squadra blucerchiata al netto delle primissime giornate, non ha mai nemmeno sperato un secondo di potersi salvare, sprecando spesso quelle poche opportunità che le sono capitate.