Il buono, il brutto e il cattivo del campionato

Logo: Il Posticipo

Il Posticipo

Immagine dell'articolo: Il buono, il brutto e il cattivo del campionato

Di Stefano Impallomeni. Tutti per Diego e...Diego per tutti. Milan, si vince anche senza Ibra. La Juventus pareggia, ma è come se avesse perso. Conte si sfoga, Gattuso...ringhia.

IL BUONO

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Il tributo a Maradona al primo posto e non poteva essere altrimenti. Nei suoi confronti c’è stato un tributo planetario e condiviso con commozione vera per il vuoto lasciato. Si congeda un genio, un uomo dal cuore d’oro, attento e sensibile verso gli ultimi, a dispetto della sua tormentata vita privata assalita da demoni indomabili. La sua grandezza è stata anche la sua vulnerabilità: debordante, sempre. Sia nelle virtù che nei vizi e per questo speciale. Un personaggio che ha saputo scrivere il capitolo più importante della letteratura del calcio. Esce di scena un fenomeno unico, vitale, pulsante, ma non la sua storia che resterà leggendaria e inarrivabile. Per lui c’è e ci sarà soltanto un tempo: il presente. Immortale.

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Nell’attualità del nostro campionato il Diavolo veste Pioli. Il suo Milan è un martello pneumatico. Vince, allunga in testa anche senza Ibra e sembra non conoscere punti deboli. È la migliore partenza rossonera nell’era dei tre punti, meglio ancora dei Milan scudettati di Capello e Allegri. Indizio, in attesa di altre prove.

(Photo by Alejandro Pagni – Pool/Getty Images)

Altra menzione legata al Diez arriva dall’Australia. Da brividi l’omaggio degli All Blacks a Maradona prima della partita vinta dalla Nuova Zelanda contro i Pumas Argentini nel Tri Nations di rugby. Maglietta tuttanera con il suo nome portata e stesa sul campo dal capitano e poi Haka d’ordinanza. Spirito Maori-dona.

IL BRUTTO

La Juventus scopre l’altra faccia della medaglia, quella della normalità. A Benevento Pirlo pareggia, ma è come se avesse perso. L’assenza di CR7 non può e non deve rappresentare un alibi. La Juventus ha un DNA che va oltre il lancio confuso di idee e innovazioni. Si può rimediare, ci mancherebbe, ma serve una reazione immediata e una presa di coscienza risolutiva per evadere pericolosi fantasmi su autostima generale. I bianconeri sono competitivi, ma non sono ancora una squadra bilanciata. In difesa e a centrocampo sorgono le maggiori perplessità. Alla ricerca della Vecchia Signora perduta che amava vincere e non per forza convincere. Ripasso.

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Giornate nere per Atalanta, Lazio e Roma, sembrate stordite, senza nerbo e qualità, nonostante turnover, stanchezza post coppe e problemi fisici vari. Le sconfitte si assomigliano: più demeriti propri che meriti degli avversari. Freno a mano tirato e prime riflessioni per un pronto riscatto. Verifiche.

IL CATTIVO

Conte non ci sta e si sfoga: troppe critiche alla sua Inter. La Champions sembra compromessa, ma in campionato contro il Sassuolo torna l’orgoglio e un’attenzione alla fase difensiva che lascia presagire una fuga dal tunnel dei paradossi. L’Inter in campionato, al netto di alcune problematiche, è seconda in classifica a 5 punti dal Milan pigliatutto. Un derby perso e un pareggio in più fanno la differenza e delimitano la distanza tra il tutto e l’abbastanza. Sveltire il passo e all’inseguimento. Maratona.

Infine, Gattuso invita i napoletani a non fare voli pindarici sullo scudetto e a evitare comportamenti irresponsabili. Diego è Diego, ma serve più attenzione nel rispetto delle regole anti Covid-19. Distanziamento e uso della mascherina obbligatori, altrimenti non se ne esce. Dopo il poker alla Roma, Ringhio cala l’asso di bastoni. Severo, ma responsabile.