ESCLUSIVA PSB – Caiazza: “Juve Stabia, il segreto è Pagliuca. Langella ha creato una macchina perfetta” | OneFootball

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·25 marzo 2025

ESCLUSIVA PSB – Caiazza: “Juve Stabia, il segreto è Pagliuca. Langella ha creato una macchina perfetta”

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Rinomata firma del giornalismo campano, oggi capo dei servizi sportivi del quotidiano Il Roma, Salvatore Caiazza è conduttore e volto della trasmissione “A Tutto Stabia“, in onda ogni settimana su Canale 8, progetto concentrato sull’analisi e la narrazione delle vicende dell’ottima Juve Stabia, prima rivelazione, ora conferma, di questa Serie B. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Caiazza ci ha fornito una corsia preferenziale nell’accesso alla comprensione del come e perché il club campano stia raccogliendo tante (e meritate) soddisfazioni.

Proposta, risultati, valorizzazione dei singoli: quella della Juve Stabia è la storia più bella della Serie B 2024/2025?


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“Parto dal monte ingaggi: dopo il mercato di gennaio, la Juve Stabia si è palesata come la compagine con il tetto salariale più basso. Per esemplificare ulteriormente il concetto, basti pensare ai 26 milioni del Sassuolo, i 22 della Sampdoria oppure i 20 della Salernitana, mentre le Vespe stazionano a 5.7 milioni, da incrementare con tasse ed eventuali premi. Questo aiuta a comprendere l’impresa di questa società. Badate bene: impresa, non miracolo, perché l’organizzazione delle attività è sempre stata certosina. Il Presidente Andrea Langella, tra i tanti meriti da attribuirgli, ha portato modalità e mentalità imprenditoriale nella gestione del club”.

Il fatturato tecnico-tattico di una squadra è sempre il risultato del lavoro di più componenti: calciatori, allenatori, dirigenti e ambiente. Volendo in primis menzionare l’eccellente Guido Pagliuca, che idea hai maturato del suo lavoro?

“Ritengo che Pagliuca sia bravissimo nella valorizzazione dei calciatori e nella somministrazione delle motivazioni, ma menziono in particolar modo la sua essenza di uomo di campo. Sono stato al Menti per Juve Stabia-Modena, termina 2-1 per i gialloblu, e sono stato attratto dalla gestione del riscaldamento da parte del tecnico. Tanti allenatori delegano determinate attività, mentre Pagliuca fino all’ultimo secondo disponibile ha lavorato a strettissimo contatto con i suoi, provando le giocate da applicare in partita. A mio avviso è lui il segreto dei successi del gruppo, non a caso è stato recentemente premiato con la Panchina d’oro Serie C per la vittoria della scorsa stagione.

Calciatori e allenatori vanno scelti e messi nelle condizioni di lavorare al meglio. Hai già menzionato il presidente Langella, motivo per il quale è giusto sottolineare l’operato del DS Lovisa.

“Il Direttore è un ragazzo dalla faccia pulita, ed è stato superbo nell’aver portato a Castellammare degli elementi quasi sconosciuti, o che comunque non trovavano grandissima continuità altrove, comprendendone le potenzialità e agevolandone dunque la fioritura. Penso ad Adorante, così come a Candellone oppure a Leone, Pierobon, Buglio e Peda. Calciatori che, evitando alcuna forma di critica, non erano molto conosciuti nella categoria, ma grazie al lavoro di Pagliuca e Lovisa sono diventati indiscutibili protagonisti del campionato cadetto. Un discorso, il mio, che va al di là della conquista della salvezza e della possibilità di approdare ai playoff. Sapete perché Pagliuca merita scroscianti applausi? La motivazione risiede nella sua intelligenza: è un allenatore che sa cambiare, non è un integralista e riesce a fare le mosse giuste in base alle caratteristiche dei giocatori. In aggiunta a ciò, è dedito al lavoro: sabato, nonostante la sosta, la squadra ha svolto una doppia seduta di allenamento. Tutti lo seguono, nessuno esce dal seminato. Apro una parentesi su un paragone di un certo tipo: Antonio Conte è un sergente che punta a sentire la propria squadra ‘addosso’, come si suol dire. Ecco, Pagliuca sta riuscendo a ottenere la stessa cosa. I calciatori andrebbero in guerra per lui, questo è un indiscutibile merito. Andando oltre l’aspetto tecnico-tattico, c’è una definizione a me cara sulla Juve Stabia”.

Prego.

“È un club che lavora ad alta sostenibilità. Ci sono tanti giovani, ergo è una società che punta sulla linea verde e ottiene risultati, dimostrando dunque come sia possibile far incontrare queste due vie”.

“A Tutto Stabia” ti ha permesso di conoscere di persona i tesserati della Juve Stabia. Che idea ti sei fatto?

“Sono tutte persone per bene. Alla prima puntata ci sono stati Adorante e Lovisa, entrambi di una disponibilità sopraffina. Andrea inizialmente si è mostrato timido, ma con il passare dei minuti si è senza alcun dubbio aperto. Nell’appuntamento successivo è stato il turno di Bellich, un ragazzo d’oro, mentre la settimana scorsa è toccato a Candellone, una persona straordinaria, dai grandi valori. Anticipo gli ospiti della prossima puntata: il capitano Buglio e Leone. Quest’ultimo, assieme a Pierobon, è a mio avviso la chiave tattica della squadra. Avremo, inoltre, il piacere di accogliere anche Roberto Amodio, bandiera della Juve Stabia da calciatore e, oggi, dirigente del settore giovanile. È la mia prima esperienza da conduttore, ruolo che condivido con Susy Fiorillo, in un viaggio partito per il verso giusto. La trasmissione va in onda il giovedì, ma il venerdì siamo già sintonizzati sull’organizzazione della settimana successiva. La Juve Stabia aveva bisogno di un punto di riferimento televisivo, i tifosi meritavano questo tipo di spazio e narrazione”.

La Juve Stabia ha maturato il diritto di sognare, ed è giusto che la società e l’ambiente intero non negozino questa declinazione di felicità. Detto ciò, che prospettiva vedi, e dai, a questa realtà?

“Il progetto riguardante la trasmissione ha visto nel presidente Langella una persona fondamentale: il tutto ha visto la propria genesi proprio nelle settimane in cui nacquero i rapporti con la Breda Holdings, gruppo americano che, entro il 31 marzo, arriverà ad avere il 52% delle quote della Juve Stabia. Un passo importante per il club. Determinati gruppi non avviano determinati discorsi tanto per: tra l’altro, in questo caso, parliamo di una realtà quotata in borsa, non a caso uomini del Nasdaq sono venuti a Castellammare per controllare i conti del club, motivo per il quale l’imminente chiusura aiuta a capire come Langella abbia creato e perfezionato una macchina perfetta, un vero e proprio gioiello”.

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