😈 Da Gattuso a Ibra e Chiellini: Troppo Cattivi, ma con un cuore d'oro | OneFootball

😈 Da Gattuso a Ibra e Chiellini: Troppo Cattivi, ma con un cuore d'oro

Logo: OneFootball

OneFootball

Redazione

Sono Troppo Cattivi, ma fuori dal campo (e talvolta anche sul terreno di gioco) hanno dimostrato di avere un cuore d’oro, che va ben oltre le apparenze, le dichiarazioni o i falli eccessivamente ruvidi.

Abbiamo selezionato cinque leggende del calcio che potrebbero tranquillamente trovare far parte del cast di Troppo Cattivi, il film d’animazione in uscita il 31 marzo (con anteprime il 20 e il 27 marzo) nei cinema italiani.


GENNARO GATTUSO

Grinta, cattiveria e cuore sono da sempre caratteristiche chiave dell’uomo Rino Gattuso. Soprannominato Ringhio per la sua attitudine combattiva, la leggenda del Milan ha collezionato un totale di 84 ammonizioni e 5 espulsioni in carriera.

L’episodio più famoso è quello del febbraio 2011, quando durante un ottavo di finale di Champions contro il Tottenham, prese per il collo il vice allenatore degli inglesi Joe Jordan, soprannominato lo “Squalo” perché aveva perso i denti in uno scontro di gioco.

Eppure in realtà ha il cuore d’oro: in panchina col Pisa e a Creta contribuisce al salario dei dipendenti di tasca propria, mentre nel 2020 in piena crisi Covid contribuisce all’acquisto di una nuova ambulanza per il 118 di Corigliano Calabro e si taglia lo stipendio in favore dei lavoratori in cassa integrazione.


ERIC CANTONA

Uno dei calciatori più talentuosi ma al tempo spesso irascibili della storia del calcio, Eric Cantona è una leggenda del calcio anni 90′ – soprattutto in maglia United, dove ha mostrato personalità, carisma e una classe fuori dal comune.

Il gesto più celebre della sua carriera ‘da cattivo’ fu nel 1995, quando venne condannato a due settimane di carcere e squalificato per 8 mesi per aver sferrato un calcio a un tifoso del Crystal Palace durante una partita dal quale aveva ricevuto offese razziste.

Dopo il ritiro nel 1997 all’età, di 30 anni, l’attaccante marsigliese si è dato alla recitazione e al beach soccer ma è stato il suo impegno nella beneficenza a valergli gli elogi dentro e fuori dal mondo del calcio, come il premio del presidente UEFA Ceferin nel 2019.



ZLATAN IBRAHIMOVIC

Un giocatore come Zlatan Ibrahimovic non ha certo bisogno di presentazioni. La sua carriera, il suo sguardo minaccioso e la sua presenza intimidatoria sono biglietti da visita sufficienti come garanzia di una nomea da ‘cattivo’.

Eppure non tutti non sanno che ha un cuore d’oro: ai tempi della MLS apparve al “The Ellen DeGeneres Show” per fare una sorpresa ai 12 ragazzi thailandesi che rimasero intrappolati per 18 giorni in una grotta.

Inoltre è famoso per la sue opere di bene: oltre ad avere donato in beneficenza l’intero cachet della sua apparizione a Sanremo nel 2021, nel 2015 si è tatuato i nomi di decine di persone che soffrono la fame in una campagna per il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).


PAOLO MONTERO

Paolo  Montero è stato forse l’uruguaiano più amato dal popolo juventino. In Sudamerica lo chiamavano Terminator, in Italia prese il nome di El Pigna, dopo il famoso episodio del pugno in faccia sferrato a Di Biagio. Da buon difensore, il suo motto era il classico: “O passa la palla o passano le gambe, ma entrambe mai”.

A certificare la sua cattiveria rimane il record di espulsioni con 21 cartellini. Eppure Ancelotti, suo allenatore, diceva di lui: “Un puro, ma anche un galeotto mancato, però con un suo codice d’onore”.

Come quando nel 2001 aiutò l’ex attaccante del Penarol Franco Ramallo, arrivato a Torino con la promessa di essere acquistato dai Granata; l’affare non andò in porto e Ramallo, senza soldi né dimora, fu ospitato proprio da Montero.


GIORGIO CHIELLINI

Il capitano della Juventus Giorgio Chiellini – prima di diventare l’uomo copertina della Nazionale campione d’Europa a Euro 2020 – si è reso protagonista di qualche fallo un po’ più ruvido del previsto.

D’altronde un po’ di cattiveria fa parte del mestiere del difensore centrale, e il modo in cui ha fermato Bukayo Saka nella finale di Wembley lo scorso giugno non ha aiutato la sua reputazione internazionale.

Eppure il difensore bianconero ha aderito al progetto “Common Goal” che prevede la donazione dell’1% dello stipendio di chi aderisce ad una serie di organizzazioni legate al calcio che fanno beneficenza in tutto il mondo.