Condò commenta l’esonero di Mourinho: «Un genio discusso, ma capace di imprese immortali» | OneFootball

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Inter News 24

·30 agosto 2025

Condò commenta l’esonero di Mourinho: «Un genio discusso, ma capace di imprese immortali»

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Condò sul Corriere della Sera analizza la parabola dello Special One tra trionfi, errori e contrasti negli spogliatoi dopo l’esonero dal Fenerbahce

L’esonero di José Mourinho dal Fenerbahce ha scosso ancora una volta il panorama calcistico internazionale. Una notizia che, come sottolinea Paolo Condò sul Corriere della Sera, si inserisce in un momento particolare, caratterizzato anche dall’apprensione per le condizioni di salute di Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter. Per il giornalista, la vicenda del tecnico portoghese diventa occasione per riflettere sul tempo che passa e sul peso delle scelte compiute.

Condò ricorda come lo Special One, classe 1963, abbia iniziato ad allenare ininterrottamente dal 2000, senza mai concedersi anni sabbatici. Abituato a ripartire subito dopo ogni esonero, Mourinho sfruttava i periodi di inattività, sempre coperti da contratti milionari, per prepararsi alla nuova avventura. Memorabile il suo approdo all’Inter, quando studiò l’italiano e si presentò in conferenza stampa con il celebre «non sono pirla», frase diventata simbolo della sua carriera.


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Mourinho tra gloria e cadute

Nella sua analisi, Condò evidenzia come Mourinho sia stato eccessivo e rancoroso, ma allo stesso tempo coraggioso e astuto, capace di trascinare interi spogliatoi «a camminare sui carboni ardenti». Il Triplete conquistato con l’Inter nel 2010 resta per lui l’impresa più grande, un traguardo reso possibile da un gruppo di campioni unito e disposto a seguirlo ovunque.

Negli anni successivi, però, sono arrivate difficoltà crescenti: a Madrid si scontrò con figure ingombranti come Iker Casillas, Sergio Ramos e persino Cristiano Ronaldo; al Manchester United ebbe problemi con stelle altalenanti come Paul Pogba; alla Roma con capitani dubbiosi come Lorenzo Pellegrini. Tutti casi in cui, come sottolinea Condò, qualcuno nello spogliatoio finiva per pronunciare la frase «il re è nudo».

L’eredità dello Special One

Secondo il giornalista, Mourinho rimane il più chiaro esempio di profezia che si autoavvera: un allenatore geniale, ma fragile quando messo in discussione. «Un genio – conclude Condò – a patto di non discuterlo, per non correre il rischio di scoprire che sotto il vestito, niente».

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