Cittadella, Baldini: “Domani conteranno i cambi e la testa”

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BALDINI CITTADELLA BRESCIA – Undici anni dopo, il Cittadella ritrova il Brescia ai playoff. Nel 2010 finì in modo beffardo, con i granata di Foscarini sconfitti per 0-1 all’andata ma capaci di andare a imporsi con lo stesso risultato al Rigamonti, con due pali colpiti da Iunco ad aggiungersi al gol di Curiale. Non bastò, perché le “Rondinelle”, meglio piazzate in classifica, strapparono il pass per la finale. Nella gara secca di domani sera alle 18 al Tombolato, invece, sono i padovani a poter contare su due risultati su tre a disposizione. Merito anche di Enrico Baldini che, con la bordata che ha regalato il pareggio contro il Venezia, ha assicurato il sesto posto alla sua squadra. “Quella palla lì o andava sotto l’incrocio o alle stelle”, afferma a Il Mattino di Padova il 24enne centrocampista toscano, al secondo centro stagionale. “Io ho pensato solo a tirare forte e, fortunatamente, ho centrato lo specchio della porta. Forse è una rete che vale solo fino a un certo punto, ma quando la palla entra è sempre bello”.

Beh, in realtà è stata importante, perché ha determinato l’accoppiamento ai playoff. Avrebbe preferito un altro avversario?
“Non avevo preferenze: se vuoi arrivare in fondo le devi affrontare tutte. E poi io ho un buon ricordo del Brescia, avendo segnato il primo gol con la maglia del Cittadella proprio contro di loro. Sarebbe bello dargli continuità”.

Teme qualcuno in particolare fra i lombardi?
“Timore no, ma rispetto sì: è una squadra molto in forma, esprime un buon calcio, ha elementi di qualità ed esperienza. Ma la qualità, arrivati a questo punto, ci sarebbe stata con qualsiasi avversario”.

Cosa sarà decisivo per accedere alla semifinale con il Monza?
“Abbiamo giocato tante gare ravvicinate, per cui contano i cambi e la capacità di essere gruppo”.

E contano di più la testa o le gambe?
“La testa. Le gambe sono una conseguenza”.

Cosa dovete fare di più e di meglio per battere gli uomini di Clotet, che, al Tombolato, avranno l’obbligo della vittoria?
“Il secondo tempo del derby mi è piaciuto molto: ripartiamo da lì, in particolare dalla capacità di tenere il controllo del gioco. È chiaro che nella partita secca bisogna essere più attenti e concedere il meno possibile. Ma quando abbiamo incontrato squadre che fanno gioco, ci siamo espressi meglio anche noi”.

A proposito di quel secondo tempo: c’è stata una rivoluzione di uomini e ruoli, contro il Venezia.
“Serviva uno che dietro le punte andasse in profondità più di quanto non avessi fatto io: uno con più gamba, come Gargiulo, mentre io mi sono spostato a creare gioco come mezzala. Abbiamo aumentato il possesso palla, e se riesci a far girare gli avversari a vuoto poi si creano spazi. Però dobbiamo cercare di farlo per tutta la partita, in modo da essere più pericolosi”.

Quando ha firmato si aspettava di ritrovarsi a lottare per la Serie A a maggio?
“Sinceramente sì. In quella fase siamo stati anche al secondo posto. E poi sono un po’ di stagioni che il Cittadella staziona sempre in queste zone, per cui ci contavo”.

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