Calcio e Finanza
·2 aprile 2025
Centerbridge fa causa per cancellare l'acquisto di Banca Progetto da Oaktree

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·2 aprile 2025
Centerbridge Partners sta cercando di annullare l’accordo raggiunto nei mesi scorsi per acquistare l’italiana Banca Progetto da Oaktree Capital Management, il fondo che controlla l’Inter in Serie A. L’intesa era stata siglata poco prima che l’istituto precipitasse in una crisi a seguito di accuse di prestiti concessi a società legate alla mafia.
Red UK Holdco, un’entità affiliata a Centerbridge, ha chiesto a un giudice di Londra di dichiarare il suo diritto a risolvere l’accordo per l’acquisto di Banca Progetto SpA da Oaktree «con effetto immediato», secondo documenti del tribunale datati 5 marzo. Nella richiesta, Centerbridge – secondo quanto riportato da Bloomberg – ha affermato che le condizioni dell’accordo non sono state soddisfatte perché la banca non ha affrontato le carenze relative ai controlli antiriciclaggio prima della firma dell’accordo a settembre.
Poco più di un mese dopo il raggiungimento dell’intesa, un tribunale di Milano ha posto Banca Progetto sotto amministrazione giudiziaria su richiesta dell’autorità antimafia italiana. La banca avrebbe concesso prestiti garantiti dallo Stato a società gestite indirettamente da persone legate alla ‘ndrangheta, tra le più potenti organizzazioni mafiose del paese.
Secondo la causa intentata da Centerbridge, questo rappresenta una violazione dei termini dell’accordo. Oaktree ha acquistato la banca, poi diventata Banca Progetto, dieci anni fa. All’epoca, il suo portafoglio prestiti era minimo, pari a soli 50 milioni di euro, ma è cresciuto rapidamente durante l’emergenza Covid, quando l’istituto ha cercato di trarre vantaggio dal sostegno del governo italiano alle imprese nazionali. Entro la fine del 2023, i prestiti erano saliti a 7,6 miliardi di euro, secondo la dichiarazione di vendita di settembre.
Secondo la causa di Centerbridge, Banca Progetto rischiava di non riuscire a prevenire «reati di frode ai danni dello Stato». La società d’investimento cita inoltre il rapporto di audit interno della banca, che evidenziava “carenze organizzative” nei processi di credito e nei controlli antiriciclaggio.
A seguito dell’ordine del tribunale di Milano, la Banca d’Italia ha avviato un’indagine che ha portato a una procedura di amministrazione straordinaria il 21 marzo. Il provvedimento, che ha rimosso il CdA della banca, potrebbe portare a una ristrutturazione o alla liquidazione dell’istituto. Le autorità di vigilanza hanno adottato una «misura di intervento precoce» volta a «garantire un’adeguata supervisione» e a «ripristinare condizioni di gestione sana e prudente», ha dichiarato Banca Progetto.
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