Juventusnews24
·28 febbraio 2025
Capello centra il problema: «Ecco perchè è troppo vulnerabile. Fossi in Thiago Motta ora farei questo»
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·28 febbraio 2025
Fabio Capello è intervenuto alla Gazzetta dello Sport per parlare della Juve, reduce dalla pesante eliminazione in Coppa Italia contro l’Empoli. Le sue parole.
JUVE – «La Juventus non ha equilibrio e questo la porta ad essere troppo vulnerabile. Contro l’Empoli Motta ha cambiato atteggiamento. La squadra ha cercato, giustamente, di giocare più in verticale, di velocizzare la manovra. Un cambio di impostazione che andava fatto molto prima»
BOLOGNA – «A Bologna, il gioco di Motta era imperniato sul palleggio in orizzontale, una costruzione lunga e paziente, che poi trovava un’accelerazione negli ultimi venti metri grazie alle doti atipiche di Zirkzee. Questa strategia a Bologna ha funzionato anche per l’atteggiamento degli avversari, di certo meno chiusi e più propositivi, rispetto alla tipologia di partite che la Juventus si trova ad affrontare. Non me ne vogliano i rossoblù, che peraltro stanno facendo cose straordinarie, ma spesso e volentieri gli avversari dei bianconeri pensano soprattutto a difendersi. Difficile sfondare con un palleggio, per quanto utile, comunque troppo attendista. Alla Juve devi rischiare di più, devi trovare il modo di essere meno leggibile. I tredici pareggi in campionato sono anche figli di questo atteggiamento: punti lasciati per strada a causa di una impostazione troppo scontata. Motta non abbia remore a cambiare rotta, anche perché gli elementi per velocizzare il gioco non gli mancano»
SVOLTA – «Certo, serve una svolta anche a livello di mentalità. E pure qui il lavoro del tecnico è imprescindibile. Nel tenere alta la motivazione anche dopo una eliminazione di Champions. Gli stimoli non servono quando affronti grandi partite, servono molto di più quando il risultato sembra scontato e rischi di sottovalutare l’avversario. Una squadra non si accende e si spegne come un’interruttore della luce: la gestione dell’allenatore è fondamentale»
MERCATO – «Il management e l’area tecnica devono riflettere a fondo sulle scelte fatte. Il primo criterio selettivo è capire quali sono i giocatori da Juventus, perché se sbagli il livello poi arrivano i problemi. In altre parole, significa saper parametrare i giocatori. Batto molto su questo tasto perché è la cosa più difficile da praticare e al tempo stesso la più importante. La scorsa stagione la Juve è arrivata terza raccogliendo 71 punti con una determinata rosa. Capire chi può rendere di più sul breve e medio periodo è l’aspetto da cui partire per poi valutare gli innesti in base al budget a diposizione. È un lavoro che non si può basare solo su numeri e algoritmi, l’occhio umano diventa determinante. In questa Juventus c’è ancora tanto lavoro da fare in tal senso. Penso agli addii a Chiesa e Danilo, poco comprensibili col senno di poi, e a quei due-tre innesti che dovevano essere fatti per alzare il livello quando chiudi una stagione al terzo posto. Morale: la società ha deciso di avviare un nuovo percorso con Thiago Motta, ora però tutti devono dimostrate di essere da Juve. Dai giocatori al tecnico. E non solo loro»