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·27 novembre 2023

Buon compleanno a… Andrej Galabinov

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Oggi è il compleanno di Andrej Galabinov, attaccante svincolato dopo il fallimento della Reggina

Oggi Andrej Galabinov compie 35 anni. L’attaccante bulgaro è una delle vittime del fallimento della Reggina e attualmente è svincolato, in attesa di capire se al mercato di gennaio qualcuno ha ancora intenzione di affidarsi a lui. Recentemente ha espresso tutta la sua delusione per l’evolversi delle ultime vicende in un club dove è rimasto due stagioni. La prima delle quali contrassegnata da 9 gol, la seconda ridotta a sole 4 presenze: «Non sono ancora riuscito a capire come sia potuta accadere una cosa del genere. Ci era stato detto che era una società sana. Anche parlando con i miei ex compagni non capiamo ancora come sia potuto succedere. Fino alla fine la società era convinta che andasse tutto bene. Ci dicevano che era tutto a posto. Quindi alla fine, dopo l’ultima sentenza, abbiamo capito che era finita».

Reggio Calabria non è che l’ultima piazza di un percorso lunghissimo, che ha avuto diverse stazioni e che lo ha portato a diventare un veterano del nostro calcio, attraversando diversi luoghi geografici e un po’ tutte le categorie. Solo a metterli in elenco si può immaginare il suo continuo fare e disfare bagagli dopo un inizio nella sua Sofia, un trasferimento a Cipro e l’arrivo nel nostro Paese, determinato dalla nomina del padre come allenatore della Pallavolo Modena: Castellarano, Bologna, Giulianova, Giacomense, Lumezzane, Livorno, Sorrento, Bassano Virtus, Gubbio, Avellino, Livorno, Novara, Genoa, Spezia e, infine, Reggina, a chiudere una carriera avviata nel 2006, a meno di una riapertura nel prossimo futuro.


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Oltre alla quantità di maglie indossate, ben 15, c’è anche qualcosa di altro a rendere speciale la parabola del bulgaro. L’ha raccontato lui stesso dieci anni fa a La Gazzetta dello Sport, quando si trovava in Irpinia nella stagione che lo ha fatto svoltare. Con l’Avellino, infatti, si è messo in mostra in Serie B segnando come non aveva fatto prima e non ha mai ripetuto dopo. Ben 16 gol, 2 in più di quanto fatto nel campionato precedente, che però era di due categorie inferiori. «La porta è l’unico posto in cui non sono mai stato, e sì che mi hanno provato ovunque. Poi mi sono fermato in attacco…», inizia così la testimonianza di questo gigante di 192 centimetri, che sintetizzava le sue vicende calcistiche in questo modo: «Al Cska Sofia stavo per passare dalle giovanili in prima squadra e mi ritrovai a ricominciare in un Paese nuovo. Sono stato fermo quasi 2 anni, e allenarsi senza giocare è durissima. Spesso non riuscivo a spiegarmi perché non giocavo. Mi allenavo bene, venivo chiamato in causa e facevo pure meglio, la partita dopo niente maglia. Magari ora gioco perché sono migliorato. Di calcio ne vedo tantissimo, pure 5 gare al giorno. Ma non ho mai guardato uno pensando di voler essere come lui. Dai campioni puoi prendere qualcosa ma senza fermarti lì, quelle cose poi devi pure farle».

Obiettivo dichiarato, all’epoca, era l’approdo in Serie A: «Segno più che posso per arrivarci prima». Non vi approderà facilmente, ma cambiando sede sì, allorché il Genoa lo andrà a comprare nel 2017.

Lo fa con Ivan Juric e nei giorni precedenti al grande appuntamento atteso da una vita, sempre sul quotidiano rosa esprime le sue convinzioni: «Io neppure bado ai pessimisti che dicono che non sono in grado di giocare in A, vado avanti per la mia strada. Da anni faccio parte della nazionale bulgara e ho affrontato sfide importanti: penso alla Croazia o alla Svezia. Ho già giocato a un livello come quello della Serie A, con più qualità e più ritmo rispetto alla B, e so che posso starci. Anzi, arrivarci ora, con la maturità acquisita, potrebbe essere un vantaggio. Riuscire a dimostrarlo è il mio vero obiettivo stagionale». Va in rete 3 volte e il meglio lo offre a inizio torneo, quando buca Buffon dal dischetto e si ripete a Cagliari all’ottava giornata sfruttando un bell’invito di Taarabt. L’ultimo gol non può che essere fatta di testa ed è la più pesante perché decide Genoa-Sassuolo, sfuggendo alla marcatura di Acerbi.

La sua seconda Serie A la vivrà sempre in Liguria, ma con lo Spezia. Dove si prende due soddisfazioni, quelle che rimangono fissate nella memoria collettiva e personale: realizza il primo storico gol in Serie A per il club in Spezia-Udinese 2-0 mette a segno la sua prima e unica doppietta nel massimo campionato.

Non va tutto bene, però, a partire dal tempestoso rapporto con mister Vincenzo Italiano. Lasciata La Spezia, in conferenza stampa sarà definitivo: «Non voglio più sprecare una parola per lui, non mi interessa nulla. Lo hanno visto in tutta Italia come si è comportato». E dire che tempo prima l’allenatore oggi della Fiorentina parlò così del suo giocatore: «Ha motivazioni ed è un ragazzo che merita tante soddisfazioni»…

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