Bojinov: «A Lecce non capivo. Con Zeman tanti litigi. Mi voleva l’Inter. Ho creduto di poter vincere il Pallone d’Oro» | OneFootball

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·5 aprile 2025

Bojinov: «A Lecce non capivo. Con Zeman tanti litigi. Mi voleva l’Inter. Ho creduto di poter vincere il Pallone d’Oro»

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Valeri Bojinov, ex talento del calcio bulgaro, passato anche in Serie A, ha parlato della sua carriera e in particolare delle sue avventure italiane

Alla Gazzetta dello Sport ha parlato della sua avventura in Italia Valeri Bojinov, attaccante bulgaro, ex di diverse squadre in Italia.

CORVINO E LECCE – «Avevo 14 anni, lui era a Malta e mi portò subito in Italia per un provino. Sarei dovuto rimanere per un paio di giorni e invece ho legato al Salento tutta la mia vita. Lì ho studiato, ho imparato l’italiano e anche il dialetto. Corvino mi parlava in salentino e non capivo nulla. “O capisci, capisci. Altrimenti sono ca… tuoi”. Questa la sua frase tipo. Ti bastonava spesso. Zero complimenti: ti diceva che la battaglia successiva sarebbe stata la prossima. Un mentore».


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RAPPORTO CON ZEMAN – «All’inizio mi stava quasi sulle palle. Ci furono scontri. Il giorno della presentazione, ad esempio, lui parlava piano, non sentivo niente e mi misi a ridere. Lui si girò di scatto e disse: “Ridi Bojinov, ridi, che da domani rido io”. Mi disse che avrei dovuto chiedere scusa a me stesso e che l’avrei dovuto ascoltare di più. Lì capii il suo valore e lo seguii in tutto. Gli voglio bene. A gennaio 2005 andai alla Fiorentina per 15 milioni dopo aver segnato 11 gol. Se fossi rimasto sarei arrivato a 20, anche perché Vucinic toccò i 19».

FIRENZE – «Credevo davvero al Pallone d’oro. Ricordo allenamenti aperti al pubblico e partitelle infinite. Io avevo la mia squadra, Toni la sua. Ogni giocatore metteva 10 euro e a fine mese organizzavamo delle cene».

RETROSCENA INTER – «Gennaio 2006, vigilia di una sfida col Chievo. Sono lì che mi rilasso quando all’improvviso squilla il telefono. “Sono Branca,ds dell’Inter”. Penso a uno scherzo, riattacco, ma richiama subito. “Firmerai dopo la partita”».

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