Calcio e Finanza
·2 April 2025
La curva Sud dell'Olimpico come piazza di spaccio: indagati sei ultras della Roma

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·2 April 2025
Il tifo organizzato al centro dello spaccio di droga di un’intera città. Un modello che si ripete a Milano tanto quanto a Roma, con le due curve che si dividono zone di controllo, seguendo schemi consolidati senza andare a toccare equilibri nati sulle rovine di vecchi gruppi ultrà.
Come riporta l’edizione odierna de Il Messaggero, i nomi sono già noti alle forze dell’ordine, venuti fuori in vecchie indagini sullo spaccio nella Capitale, andando a confermare che proprio come ai tempi di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik e capo ultras laziale ucciso nel 2019, ancora oggi le tifoserie organizzate sono coinvolte nel business degli stupefacenti. Prima, dopo e soprattutto durante le partite.
Dopo i casi già documentati a Milano e Torino, anche a Roma si apre un nuovo filone investigativo – seppur formalmente separato da quelle inchieste – che punta i riflettori sulle dinamiche del tifo giallorosso. Stavolta, al centro dell’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia c’è la Curva Sud. Le indagini, per ora, si concentrano su un gruppo in particolare: il “Gruppo Quadraro”, nato sulle ceneri dei Fedayn, scioltisi due anni fa dopo l’aggressione subita fuori dallo stadio da alcuni tifosi serbi della Stella Rossa e il furto della loro striscione simbolo.
Un episodio dalle molte ombre, con sospetti che vedono gli ultras napoletani come mandanti. A Napoli, infatti, esiste un altro gruppo Fedayn e le due tifoserie sono acerrime rivali, soprattutto dopo l’omicidio di Ciro Esposito a Tor di Quinto, un’ostilità che – secondo alcune ricostruzioni – si estende anche al controllo dello spaccio. Il furto dello striscione, poi bruciato nella curva serba a Belgrado, ha segnato la fine dei Fedayn giallorossi: nel codice ultras, perdere lo striscione simbolo equivale a perdere l’identità e l’onore. Al loro posto è emerso il “Gruppo Quadraro”, che porta il nome del quartiere d’origine dei Fedayn e che, come mostrano foto e video, vanta legami con personaggi già noti alla cronaca giudiziaria.
La polizia, al momento, ha messo sotto inchiesta sei ultrà romanisti – tra cui un minorenne – accusati di aver organizzato una rete di spaccio nei bagni della Curva Sud dello stadio Olimpico durante le partite casalinghe della Roma. Gli indagati appartengono tutti allo stesso ambiente, ovvero il “Gruppo Quadraro”, che annovera anche pregiudicati di rilievo e vede ai vertici il cognato di Angelo Senese, fratello del noto Michele Senese.
Per questo, l’inchiesta non sorprende: le indagini hanno rivelato un sistema ben rodato per la vendita e la distribuzione di cocaina allo stadio. Un meccanismo semplice e per nulla occulto: la droga veniva recuperata all’esterno, introdotta nell’impianto e poi ceduta nei bagni della curva. I sei indagati si dividevano i ruoli tra approvvigionamento, ingresso e distribuzione. Tra loro, oltre a un nipote di Senese, compaiono figure con precedenti specifici e ben conosciute nell’ambiente delle tifoserie.
A seguito delle indagini, sono scattate perquisizioni personali e domiciliari, che però non hanno aggiunto nuovi elementi rispetto a quanto già accertato tra gennaio e maggio dell’anno scorso. Durante quel periodo, la polizia ha condotto pedinamenti, intercettazioni e riprese con videocamere nascoste. Ora, ai sei indagati è stato notificato il decreto di fissazione dell’interrogatorio preventivo, disposto dal giudice per le indagini preliminari di Roma.
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