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·3 de abril de 2025

Milan-Inter IN tre punti: Inzaghi gestore ma reazione positiva | CI

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Milan-Inter sta diventando l’appuntamento più complicato della stagione per la squadra di Inzaghi, che non riesce proprio a vincere. Nella rubrica “Day After” di Inter-News.it analizziamo la situazione post-match in tre punti ben dettagliati. Di seguito l’episodio dopo l’Andata delle Semifinali di Coppa Italia

MILANO – L’Inter di Simone Inzaghi evita un’altra sconfitta contro il Milan, allenato dell’ex nerazzurro Sergio Conceicao, ma non va oltre il pareggio. Tutto rimandato al ritorno, quando sarà in palio la finale probabilmente contro il Bologna di Vincenzo Italiano, che ha già “prenotato” un posto a Roma. Appuntamento a San Siro: mercoledì 23 aprile. Analizziamo Milan-Inter (1-1) di Coppa Italia in tre punti.


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I compagni di squadra abbracciano Hakan Calhanoglu dopo la rete in Milan-Inter di Coppa Italia (Photo by Tommaso Fimiano/Inter-News.it ©)

Inter light: Inzaghi schiera una formazione “arricchita” di non titolari

1. BENE MA NON BENISSIMO – Inter in versione rimaneggiata nel quarto Derby di Milano stagionale sia per pensare al calendario in arrivo sia per necessità derivanti dall’infermeria. Inzaghi si presenta senza sette titolari. L’approccio è buono nonostante l’impostazione tecnico-tattica dell’Inter non sia quella ideale. La difesa copre bene e prova a impostare con tranquillità. Il centrocampo in mezzo non fa filtro, pur avendo gamba e polmoni da vendere, ma il vero problema è sulle fasce, completamente nulle in fase di spinta. L’attacco nerazzurro in Milan-Inter fa presenza ma non troppa paura. Si vedono i soliti errori tecnici, un po’ troppo disordine e qualche contropiede regalato con superficialità. Il migliore in campo nel primo tempo è il portiere Josep Martinez ma non è da considerare una nota negativa. Anzi. A inizio ripresa l’errore in marcatura di Yann Bisseck “tradisce” tutta l’Inter ma almeno fa scattare la reazione. Non solo rabbiosa ma anche di qualità. Peccato che Marcus Thuram non abbia proprio l’ultima giocata nelle sue corde… Insomma, bene ma non benissimo: l’Inter di Inzaghi non riesce ad avere la meglio su nessun Milan in questa stagione. E il primo round di Coppa Italia al momento è quello giocato meglio nelle quattro stracittadine.

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Yann Bisseck e Rafael Leao durante Milan-Inter di Coppa Italia (Photo by Tommaso Fimiano/Inter-News.it ©)

Milan-Inter in mezzo al fuoco: “distrazione” all’interno del calendario

2. GESTIONE DELLE RISORSE – L’impressione è che l’Inter giochi con il freno a mano tirato per non farsi male. A tratti gestisce, per molto tempo temporeggia e, nel complesso, accelera poche volte. Parte – e riparte veloce – solo quando il Milan va in vantaggio. A tradimento. Inzaghi imposta la partita per gestire le energie. Anzi, le risorse rimaste. E fa bene. Un’altra impressione è che, se avesse potuto, Inzaghi avrebbe evitato la maglia da titolare perfino ai quattro titolari obbligati. E invece Alessandro Bastoni (riposato dopo la squalifica in Inter-Udinese), Nicolò Barella (squalificato in Parma-Inter), Hakan Calhanoglu (l’alter ego Kristjan Asllani squalificato proprio in Milan-Inter) e Thuram sono costretti agli straordinari infrasettimanali. Su tutti l’attaccante francese, che probabilmente non è nemmeno al 50% ma deve fingere di essere al 200% per via delle assenze nel reparto offensivo. L’Inter perde tanto senza il capitano Lautaro Martinez ma in questo momento farebbe comodo anche Mehdi Taremi, finora oggetto misterioso. E infatti, tra alti e bassi, perfino Joaquin Correa – autore dell’assist – sembra più che sufficiente. Inzaghi in Milan-Inter non schiera la formazione migliore ma quella che può fare del suo meglio… limitando i danni. Più che allenatore, gestore: pareggio in rimonta che dà davvero fiducia, ora. Un buon motivo per guardare positivamente al ritorno.

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Simone Inzaghi dà indicazioni dalla panchina in Milan-Inter di Coppa Italia (Photo by Tommaso Fimiano/Inter-News.it ©)

Dal Milan al Milan: Scudetto, Champions League e Coppa Italia in palio

3. MESE TROPPO DECISIVO – L’Inter rimanda alla partita di ritorno la possibile qualificazione alla Finale di Coppa Italia. In mezzo dovrà affrontare “solo” il Parma in trasferta, due volte il Bayern Monaco in Champions League, il Cagliari a San Siro e il Bologna in trasferta. Ecco perché Inzaghi gestisce. E fa benissimo a farlo. L’emergenza in rosa è evidente. Agli infortunati (Denzel Dumfries e Lautaro Martinez tra i titolari, Piotr Zielinski, Taremi e perfino il rientrante Valentin Carboni dalla panchina) si aggiungono acciacchi ciclici (Federico Dimarco e Marko Arnautovic su tutti) e squalifiche a rotazione. Inzaghi parla di rosa da 14 elementi utilizzabili. Forse 15… più un primavera (Thomas Berenbruch). Troppo poco ma non si può più tornare indietro. Nelle prossime sei partite ci sono in palio nove punti in Serie A e due passaggi del turno, uno in Europa e uno in Italia. Nell’ultimo di cinque Derby di Milano stagionali. L’Inter a inizio aprile è in lotta per tutto ma a fine aprile si farà il punto della situazione: Inzaghi non si accontenterà mai del percorso ma non può certo dirlo. E allora vale la pena sognare ancora e sperare anche in qualche “episodio” favorevole…

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