Pagine Romaniste
·28 February 2025
De Rossi: “Per dire cosa sia la Roma per me non esiste una parola, per ognuno di noi è parte costante della nostra vita”
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·28 February 2025
Daniele De Rossiè stato presente in Campidoglio in occasione della presentazione del libro del giornalista de ‘Il Romanista’ Tonino Cagnucci, “Il grande romanzo della Roma”. L’ex capitano giallorosso ha rilasciato delle dichiarazioni:
“Dire cosa è per me la Roma è quasi banale, se devo provarci mi viene da dire che è un bel momento, in cui siamo tutti membri uguali di una grande famiglia: ognuno può viverla a modo suo, chi tifandola, chi dedicandole una carriera, e chi scrivendo un libro come questo”.
“Per dire cosa sia la Roma per me non esiste una parola, andremmo nel banale, per ognuno di noi è parte costante della nostra vita, della sfera emotiva e per me anche lavorativa – ha continuato -. Ci sono piazze simili alla nostra in questa visceralità, per noi è qualcosa talmente grande da scrivere un libro, gridarlo allo stadio, fare uno stendardo se non arrivi con la voce o gare il giornale. C’è un momento in cui non ci sono più classi sociali siamo tutti uguali nella stessa famiglia. Trovo bello che vengano fatti romanzi, in questo hai preso una bella mia foto, a parte me e Francesco i cui anni verranno trasmessi su Youtube, c’è una parte di Roma forse ancora più importante che in assenza di materiale su Internet va tramandato”.
“Quando ti sei sentito più Romanista? Non lo so, è una cosa che viene da sé. Il bacio alla maglia nonostante io ci tenessi è diventato inflazionato, ci sono altri vari momenti che mi hanno attaccato alla Roma. Il più recente, ho la moglie americana e i figli più americani che romani, e quando sono diventato allenatore della Roma mio figlio ha iniziato a seguire il calcio, l’ho visto orgoglioso e ho capito che stavo iniziando a trasmettergli quello che per noi è la Roma. Spero che rimanga per il futuro a prescindere da dove lavorerò. Ho provato a chiamare mio figlio Agostino, ma non era il turno mio: Di Bartolomei era un riferimento, per tutto ciò che non viene raccontato e che abbiamo la fortuna di sapere. Noi da dentro sappiamo chi è vero e chi no, per me contano i racconti di chi Ago l’ha vissuto. Nonostante io non l’abbia vissuto mi ha fatto sempre pensare che sarebbe stato grandioso conoscerlo – ha aggiunto -. Ho dovuto correre per venire qui, mi sono un po’ sopravvalutato e ho sudato. Sapevo da subito di venire qui, ho voluto tenere Tonino sulle spine. Tonino è una brava persona, un bravo scrittore e soprattutto un grandissimo Romanista. Una persona che merita, a volte io non vado a questi eventi ma penso che Tonino lo meriti, una volta ogni 16 anni. Era un po’ che volevo vedere il derby allo stadio, lo facevo da raccattapalle però un po’ mi sarebbe piaciuto che fosse rimasta una cosa tra me e i miei amici, un po’ era una questione di ordine pubblico. Un’idea partorita da due-tre giorni da una battuta di Mastandrea, io mi sono imbacuccato e ho sofferto il caldo più atroce della mia vita. Abbiamo fatto uscire solo un pezzetto di quella serata ma abbiamo il video di quando entro allo stadio o di altri momenti, non li abbiamo condivisi perché è morto Bryant e non era carina. Uno di quei momenti in cui siamo tutti uguali”.