Calcio e Finanza
·29 March 2025
Dalla Champions al Mondiale per Club: cosa serve alla Juve per evitare l’aumento di capitale

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·29 March 2025
Attraverso una nota ufficiale pubblicata nella serata di ieri, la Juventus ha annunciato che il CdA del club bianconero – tenuto conto degli eventi del terzo trimestre dell’esercizio, tra i risultati sportivi e l’esonero di Thiago Motta – ha riesaminato i possibili scenari relativi all’esercizio 2025/26.
Un riesame che ha evidenziato «un andamento trimestrale per l’esercizio in corso differente rispetto alle precedenti previsioni nonché maggiori margini di variabilità dei dati previsionali economici, finanziari e patrimoniali dell’esercizio corrente e di quello successivo». Per questa ragione, in ottica di prudenzialità, il CdA ha valutato che – come anticipato da Calcio e Finanza nei mesi scorsi – «potrebbe essere opportuno (ovvero potrebbe rendersi necessario negli scenari meno favorevoli esaminati in data odierna) un rafforzamento del profilo patrimoniale e finanziario della Società mediante aumento di capitale».
Questo aumento ammonterebbe «per un importo minimo a € 15 milioni (il versamento in conto futuro aumento di capitale già effettuato, ndr) e sino ad un importo massimo pari al 10% dell’attuale capitalizzazione di mercato», si legge ancora. Parliamo in sostanza di una cifra intorno ai 110-120 milioni di euro.
Il presupposto di partenza è che Exor – la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla la Juventus – si è resa disponibile a supportare il club. L’aumento di capitale, infatti, è per ora ventilato e non determinato, nell’ottica di una maggiore serenità in vista del prossimo esercizio. Se ci sarà o meno bisogno di ricorrervi, questo dipenderà da alcune variabili dei prossimi mesi. Ma quali?
Innanzitutto, la partecipazione alla prossima edizione della UEFA Champions League. Se la Juventus dovesse conquistare il quarto posto, potrebbe contare su quel minimo di 50-60 milioni di euro di ricavi che darebbero respiro al bilancio 2025/26. Restando sulle competizioni sportive, lo stesso potrebbe accadere con il Mondiale per Club.
I premi messi in palio dalla FIFA, soprattutto per il passaggio dei vari turni, sono decisamente più ricchi rispetto a quanto stimato. Un percorso importante – se non addirittura superiore alle aspettative – consentirebbe di incamerare ricavi di alto livello, simili a quelli legati a una partecipazione alla Champions League.
Infine, rimane la variabile del mercato. La finestra extra che si aprirà a inizio giugno consentirà di portare a termine operazioni in entrata o in uscita. Qualora dovessero essere ceduti calciatori importanti e generate relative plusvalenze (si può pensare, per esempio, ad Andrea Cambiaso in direzione Manchester City), la necessità di un aumento di capitale potrebbe venire meno.