Calcio e Finanza
·5. April 2025
Il Chelsea verso una sanzione dalla UEFA: violati i paletti del FPF

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·5. April 2025
Il Chelsea ha superato i limiti imposti dalla UEFA sulle perdite finanziarie relative alla scorsa stagione, poiché l’organismo europeo non ha accettato che il club considerasse come ricavo la vendita della squadra femminile a una società collegata, per un valore record di 200 milioni di sterline.
Secondo quanto riportato dal Sunday Times, il Chelsea sta negoziando con la UEFA un accordo che potrebbe prevedere una sanzione economica e l’introduzione di un piano di spesa controllato per i prossimi tre anni. Questo piano potrebbe anche includere sanzioni più severe, come l’esclusione dalle competizioni europee per una stagione, nel caso in cui si verifichino ulteriori violazioni. La UEFA dovrebbe rendere pubblico l’esito di questo accordo verso metà maggio.
A differenza della Premier League, la UEFA non consente ai club di dichiarare come entrate le vendite effettuate tra società appartenenti allo stesso gruppo. Oltre ai 200 milioni provenienti dalla cessione della squadra femminile alla società collegata Blueco 22 Midco Ltd (che ha generato un utile contabile di 198,7 milioni secondo i documenti pubblicati da Companies House), il Chelsea ha anche registrato 76,5 milioni di sterline dalla vendita di due hotel a un’altra società collegata, avvenuta nel giugno 2023. Anche questa somma deve essere esclusa dal bilancio quando si valutano i parametri UEFA sulle perdite.
Secondo le regole UEFA, un club può perdere al massimo 200 milioni di euro (circa 170 milioni di sterline) in tre anni. Escludendo le entrate da queste operazioni con società collegate, il Chelsea avrebbe accumulato perdite per un totale di 358 milioni di sterline. Alcune spese, come quelle per i settori giovanili, la squadra femminile e le infrastrutture, possono comunque essere detratte, quindi l’entità esatta della violazione non è ancora chiara, ma si prevede sia rilevante.
Esiste anche una regola UEFA sul costo della rosa, che stabilisce che i club non possano spendere più dell’80% dei ricavi in stipendi, trasferimenti e commissioni agli agenti. Questo limite scenderà al 70% a partire dalla prossima stagione.
Fonti vicine alla situazione confermano che il Chelsea sta già discutendo con la UEFA un piano di sostenibilità. I proprietari, Todd Boehly e Clearlake, sembrano sereni riguardo alla vicenda e vogliono mantenere un buon rapporto con l’organismo europeo. Si ritiene che anche altri tre club europei abbiano superato i limiti imposti dalla UEFA.
La vendita della squadra femminile e degli hotel ha aiutato il Chelsea a rientrare nei parametri della Premier League per quanto riguarda il rispetto delle regole su profitti e sostenibilità (PSR). Lo scorso giugno, i club di Premier hanno votato contro la chiusura di questa scappatoia, che permette di registrare come ricavi le vendite a società collegate.
Tuttavia, i bilanci di Chelsea FC Holdings Ltd avvertono che i 200 milioni derivanti dalla vendita della squadra femminile sono ancora soggetti alla valutazione della Premier League e potrebbero essere ridotti.