Boattin torna sull’addio alla Juventus Women: «Non avrei mai pensato di lasciare la Juve, forse c’è stato qualche fraintendimento. La sfida con Cantore…» | OneFootball

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·29. August 2025

Boattin torna sull’addio alla Juventus Women: «Non avrei mai pensato di lasciare la Juve, forse c’è stato qualche fraintendimento. La sfida con Cantore…»

Artikelbild:Boattin torna sull’addio alla Juventus Women: «Non avrei mai pensato di lasciare la Juve, forse c’è stato qualche fraintendimento. La sfida con Cantore…»

Boattin torna sull’addio alla Juventus Women: le dichiarazioni del difensore che è andata in America

Una bandiera che attraversa l’oceano, un’icona della Juventus che ricomincia tutto da capo, dall’altra parte del mondo. La storia di Lisa Boattin è un romanzo a tinte bianconere, iniziato il primo giorno della storia delle Juventus Women, nel 2017, e proseguito per otto, intense stagioni, ricche di trionfi e di un amore viscerale per una maglia che, da tifosa, ha sempre sentito sua.

L’addio di quest’estate, una trattativa lampo che l’ha portata allo Houston Dash, ha spiazzato tutti, lasciando un velo di nostalgia e qualche domanda irrisolta. Ma negli occhi di Lisa, oggi, c’è un turbinio di emozioni nuove: la curiosità per una realtà diversa, l’adrenalina per una sfida stimolante e la voglia di mettersi in gioco, ancora una volta, da protagonista. A Tuttosport, la storica numero 13 bianconera si è raccontata, un dialogo a cuore aperto che unisce la nostalgia per “casa” e l’entusiasmo per una nuova, affascinante avventura americana.


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L’IMPATTO CON LA NUOVA REALTÀ «Dopo otto anni ritrovarmi con un’altra maglia e anche in un altro Paese è stato molto forte, ma sono stata accolta in un ambiente positivo e professionale dove mi sono sentita subito a mio agio».

COSA L’HA CONVINTA – «Avevo appena concluso una stagione piuttosto complicata, a livello professionale e anche extracalcistico. Per questo quando è arrivata questa proposta ho pensato che fosse l’occasione giusta. Mi sono detta: “Ho bisogno di qualcosa di nuovo”. L’opportunità di fare un’esperienza, di vita e di calcio, in un campionato come la Nwsl poi ha fatto il resto».

LE PRIME SETTIMANE – «Intanto qui è tutto “più grande”, le distanze, gli spazi, le strade… Ecco, a Vinovo ero abituata a raggiungere il campo letteralmente in due minuti, qui vivo a 20 minuti da fare su una strada a cinque corsie. E poi al caldo, incredibile: me lo avevano anticipato, ma è peggio di quel che pensassi! (ride) Sto scoprendo in generale un mondo molto diverso, modi di vivere diversi, ma è esattamente quello che volevo quando ho scelto di partire».

COSA L’HA COLPITA – «L’altissima intensità. Si corre tanto e la richiesta è sempre il pressing alto, costante. E poi la qualità della squadra: siamo quart’ultime, ma questo è un campionato apertissimo nel quale si può davvero vincere e perdere con chiunque».

QUANTO MANCA AL SUO ESORDIO – «Spero poco, non vedo l’ora di poter contribuire mettendo a disposizione la mia qualità nella gestione della palla e dei momenti della gara e portando un po’ della cultura italiana a livello difensivo. Negli ultimi due anni in effetti ho sempre giocato come quinto e quindi sono felice: un po’ mi mancava [la difesa a quattro]».

I TIFOSI AMERICANI – «Molto calorosi, qui amano tanto l’Italia, mi chiedono del mio Paese e provano a darmi il benvenuto nella mia lingua. L’altro giorno allo stadio c’erano i ragazzi dell’Academy della Juventus, tutti con la maglia bianconera, mi ha fatto effetto. Una bambina si è avvicinata e mi ha detto: “Tu per me sei un esempio perché hai giocato nella Juve e ora sei una giocatrice dei Dush”. È stato molto significativo».

LA SFIDA CONTRO CANTORE – «Sarà molto strano, ma anche bellissimo. Se giocherò, spero di non marcarla (ride)! Ci sentiamo spesso, è bello avere qualcuno con cui parlare anche dopo la mezzanotte italiana! Diciamo che a Washington lei può contare su suo fratello che vive lì, mentre io qui sono sola e mi sta aiutando molto in questo senso».

LA JUVE – «Non avrei mai pensato di lasciare la Juve. L’ultimo è stato un anno particolare, forse c’è stato qualche fraintendimento, ma non voglio entrare nello specifico perché io so e chi deve sapere sa. Ne ho sentite tante, ma la verità è che io sono felice di quello che ho fatto alla Juve e penso di aver dato davvero tutto».

I TIFOSI JUVENTINI? – «Innanzitutto che mi dispiace non averli salutati di persona. Capisco che quando si va via così velocemente è difficile comprendere alcune cose… Sono, però, orgogliosa del rapporto importante che ho sempre avuto con loro, che mi hanno sempre sostenuta. D’altronde, da tifosa juventina, li ho capiti in tutti i momenti. Vorrei mandare a ciascuno un abbraccio, a quelli che ci sono stati dalla prima partita a Vinovo fino a quelli incrociati all’ultima».

COSA LE MANCA DELL’ITALIA – «In questo momento la mia vecchia routine. A Vinovo ci conoscevamo tutti, ogni volta era come entrare a casa: è il bello della Juve, questo mi manca tantissimo. Beh, la pasta! Che qui non cucinano molto bene. La carne, non sono una grande amante, ma devo dire che qui è davvero buona. Anche se mai potrà compensare la mancanza di una carbonara, si intende!».

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